Clamorosa notizia che arriva dall’ambiente Rosetana. Quest’oggi Federico Vannucci ha rassegnato le dimissioni da allenatore della prima squadra. La motivazione è legata all’impossibilità di proseguire sulla stessa linea della società rispetto agli accordi stabiliti in estate, quando è stato chiamato a sedere sulla panchina biancazzurra.

A luglio, l’ex tecnico della Juniores del Pineto e da sempre legato alla famiglia Caporaletti e alla Scuola Calcio della città di Roseto, accettò l’incarico proposto dalla società della famiglia Lamedica. In 4 gare di campionato, sono arrivate due vittorie (contro Miano e Fater Angelini) e due ko (contro Nuova Santegidiese e Pianella), prima della pausa forzata.

Vannucci, dopo aver comunicato alla società la sua decisione, ha rilasciato una intervista ai nostri microfoni per spiegare lo scenario creatosi nelle ultime settimane.

La scelta

«Il Presidente del Settore Giovanile, Claudio Caporaletti, si è tirato fuori dalla società principale essendo venuti meno degli accordi stabiliti in estate. Bisognava fare un certo tipo di programma in una sorta di anno di transizione. Sono e sarò sempre trasparente con tutti, siccome nutro un profondo rispetto per i fratelli Caporaletti, i quali mi hanno sempre voluto al loro fianco e che la scorsa estate mi hanno voluto al timone della prima squadra, ho deciso, insieme al mio staff, in particolare al preparatore dei portieri Giuseppe Alessandroni, di rassegnare di mia spontanea volontà le dimissioni da allenatore della Rosetana».

Il lavoro fatto

«Stavamo rispettando la tabella di marcia prefissata. Alcuni ragazzi si erano ben inseriti tra i titolari, abbassando decisamente l’età media e al contempo qualche risultato, oltre al progresso nelle prestazioni, arrivava prima dello stop. Sul campo ci stavamo tenendo in linea con gli obiettivi, centrare i playoff e far crescere i nostri giovani, ma quel che si è verificato al di fuori fa sì che non ci siano le garanzie tecniche, a mio avviso, per proseguire. Mi dispiace soprattutto per i ragazzi, perché si stava lavorando in un certo modo, avevamo creato un bel gruppo e ci saremmo tolti le nostre soddisfazioni».

Il domani

«Mi dispiace, perché per affiancare tanti giovani ai vari Mauti, Tarquini, Bizzarri e non solo, gente che ha una certa esperienza, è stato fatto un grande lavoro. Ho avuto la possibilità di confrontarmi con ragazzi professionali, che hanno sposato a pieno la causa. Il futuro? Il mio impegno nei confronti della famiglia Caporaletti resterà, tornerò al mio incarico di Responsabile della Scuola Calcio, mantenendo quel sogno di avere una prima squadra che possa dare spazio ai giovani che facciamo crescere. Mi continuerò ad occupare dei giovani come sempre fatto».

Nicolas Maranca

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