«Buon Natale e felice anno nuovo a tutte le nostre Academy. Forza Milan!». Questo il saluto di Gigio Donnarumma e di tanti altri giocatori del Milan alla scuola calcio della Asd Union Fossacesia Calcio, da quest’anno affiliata Milan Academy. I video di saluti sono stati pubblicati sulla pagina Facebook dell’Union Fossacesia. Un grande risultato in questo 2020 da cancellare ottenuto con forza e lungimiranza dal presidente riconfermato Giuseppe Ursini (in foto), imprenditore molto noto nell’area frentana e in Abruzzo. Inizialmente l’alleanza con la scuola calcio della squadra attualmente migliore del campionato di Serie A è stata osteggiata anche da qualche socio, ma alla fine la maggioranza ha compreso la valenza del progetto. A lui, in questo ultimo giorno dell’anno, chiediamo cosa è cambiato nella sua squadra e quali sono i progetti del futuro.

Innanzitutto come sta presidente? E il suo staff? E i giocatori?

«Grazie al cielo sia io che tutto lo staff, compresi tutti i tesserati, stiamo bene. Abbiamo avuto anche noi qualche contagiato tra i ragazzi del Settore Giovanile ad inizio della seconda ondata del Covid, peraltro asintomatici ma ora prontamente rientrati, che ci ha rallentato un po’ le nostre attività. Certamente viviamo sul chi va là ogni giorno, tra le preoccupazioni di molti genitori e soprattutto quelle nostre, mie in particolari se consideri l’enorme responsabilità che abbiamo noi presidenti e legali rappresentanti delle Asd, argomento questo che meriterebbe un approfondimento tra tutti i componenti il calcio dilettantistico. Il nostro staff, molto preparato e del quale sono davvero orgoglioso, è continuamente in contatto con tutti i tesserati. Stanno facendo un lavoro enorme da una parte il nostro Team Manager (insieme ai relativi staff tecnici) per il gruppo prima squadra e juniores, e dall’altra parte il Responsabile Settore Giovanile e Scuola Calcio, signor Guido Scaglione, che unitamente ai suoi collaboratori sta facendo altrettanto bene nella sua area di competenza. Tutte attività che mi sono ben relazionate, quindi conosco tutto ciò che accade all’interno delle varie squadre, seppur solo telefonicamente o attraverso i collegamenti con Skype».

Ripartenza del campionato di Promozione: quando spera di poter rivedere la sua squadra in campo presidente?

«Ci sono indicazioni di massima che lasciano presagire una ripartenza a febbraio con le gare di campionato, ma siamo di fronte ad una situazione talmente volubile che credo qualsiasi pronostico sia azzardato.  Sarei pronto anche a saltare la stagione e ripartire a settembre prossimo se non ci dovessero essere garanzie sufficienti: non sarebbe un dramma almeno per noi società, mentre immagino invece che per i ragazzi sarebbe devastante non continuare l’attività fisica, che poi si traduce in socializzazione visto che il nostro è uno sport di squadra. Quindi per arrivare alla sua domanda: il più presto possibile!».

Quale futuro intravede per il calcio dilettantistico abruzzese? Ha da fare qualche richiesta in merito al futuro Comitato Regionale, alla Lega nazionale e alla Regione Abruzzo?

«Domanda complessa questa. Il futuro del calcio dilettantistico abruzzese è comunque legato ai destini del calcio dilettantistico nazionale, che davvero sta fronteggiando una vera e propria guerra, senza orizzonti chiari e quindi in pericolo di sopravvivenza. Questa pandemia ha cambiato il nostro modo di vivere, ma soprattutto ha cambiato le condizioni economiche di tantissime imprese (salvo rare eccezioni) che in passato hanno garantito la sopravvivenza del mondo dilettantistico. Imprese che oggi devono pensare prima di tutto alla loro sopravvivenza, prima ancora che a quelle delle ASD. Cosa vuol dire questo? Significa che gli scenari sono totalmente nuovi, ciò che funzionava fino a qualche mese fa oggi non è più adottabile. Questa cosa però ho l’impressione che non tutti lo abbiano ben compreso, perché per esempio ancora oggi con la riapertura del calciomercato dilettanti sento di iniziative del tutto anacronistiche da parte di diverse società, con proposte insensate e fuori luogo a diversi calciatori. Richieste specifiche al futuro Comitato Regionale, o ad altre istituzioni interessate all’argomento, ce ne sarebbero, ma non si possono sintetizzare tutte in questa intervista, ma su una sola fondamentale invece voglio dare indicazioni: proteggere, sostenere e concentrare le risorse favorendo quelle società che fanno vero Settore Giovanile. Queste scelte consentirebbero di premiare solo il merito e il lavoro programmatico, estromettendo definitivamente quegli avventurieri che purtroppo in questo mondo sono sempre dietro l’angolo e che certamente non fanno bene al calcio in generale, non solo dilettantistico. Ecco, se da più parti si dice che sarà la bellezza a salvare l’Italia, io dico che saranno i migliori Settori Giovanili a salvare il calcio dilettantistico regionale».

Ci parli dei nuovi progetti avviati di recente, come la Rete Calcistica Frentana e la nuova veste data al Fossacesia. Cosa avete in serbo? 

«In merito alla nostra società abbiamo avviato nuovi percorsi. Già la scorsa estate dopo la prima ondata di Covid, seppur tra qualche difficoltà ambientale, abbiamo pensato di dare una prima risposta adottando un nuovo e rinnovato corso alla società alla quale abbiamo anche dato da subito un nuovo prenome: Union! Perché Union? Per Union si intende una filosofia nuova, è la ricerca di un posizionamento che comunica dal suo stesso nome, una società che si trova al centro di un raggruppamento di comuni (l’area frentana in particolare) più o meno grandi e per le quali bisogna aprirsi. Non è stato facile far comprendere che il campanile ha un senso ormai storico nell’ambito di una società sportiva con ambizione. Le vie di comunicazioni sempre più ampie hanno ormai unite molti municipi, non ci sono più arroccamenti che in passato hanno generato “guerre calcistiche” che appassionavano gli abitanti di questo paese piuttosto che dell’altro. Il senso di appartenenza è sempre meno forte, basti pensare che in una città ad esempio come Atessa di circa 10.000 abitanti ci sono ben 5 società calcistiche (due di Promozione, una di Prima e una di Seconda Categoria , più una Scuola Calcio) senza contare 2-3 squadre amatoriali! Un pullulare di società. Lo stesso vale per Fossacesia, per Ortona, Lanciano.  Per quanto tempo sarà ancora sostenibile tutto questo? Il mio e il nostro tentativo quindi è quello di andare controcorrente: l’Union vuole unire, vuole includere e non continuare a dividere o a rimanere micron senza arrivare ad alcun risultato di rilievo, se non ad una effimera soddisfazione occasionale di un anno glorioso. E per cosa? Per poi azzerare tutto dopo 2-3 anni successivi? Quanti esempi abbiamo? Tantissimi. Le forze, che sono sempre meno, devono convergere per realizzare un progetto a lunga gittata per il quale deve valere la pena impiegare il proprio tempo discrezionale. E le proprie risorse economiche. Altra iniziativa d’avanguardia secondo me è proprio la Rete Calcistica Frentana, che invece è una sorta di Rete d’Impresa che tanto è utilizzata nel mondo dell’imprenditoria e che io ho mutuato nel mondo del calcio dilettantistico. La Union Fossacesia, la Virtus Lanciano, l’Athletic Lanciano, il Fossacesia 90, la Virtus Rocca San Giovanni sono le prime 5 società che si sono messe in rete per sfruttare le enormi sinergie tra noi. Quali? Ad esempio utilizzo congiunto degli impianti sportivi eliminando le discussioni che hanno sempre provocato disagi a tutti; poi la possibilità di realizzare acquisti di materiale tecnico in modo congiunto grazie a degli accordi commerciali con i fornitori, facilitazione di passaggio di calciatori tra una società e l’altra molto funzionale per l’utilizzo dei fuoriquota, reclutamento congiunto dei pochi sponsor, attività commerciali ed iniziative finalizzate ad autofinanziarsi. Qualche interessante operazione è stata fatta quest’anno anche se la pandemia ha soffocato sul nascere diverse iniziative, in futuro attiveremo quanto già ipotizzato ad inizio stagione. In questo senso, mi riferisco alla Union e alla Rete Calcistica Frentana, mi sento molto motivato e determinato nel portare avanti queste innovative operazioni che mai si sono viste nel nostro mondo prima d’oggi».

Mi parli della vostra affiliazione alla Scuola Calcio del Milan, e quali riscontri ha avuto tra i giovani e le loro famiglie?

«L’obiettivo della Union a breve termine, quindi entro pochissimo, è di diventare il punto di riferimento migliore nella nostra area geografica relativamente al Settore Giovanile e Scuola Calcio. Non è un desiderio, ma una vera e propria necessità affinché si possa continuare a realizzare un progetto calcistico sostenibile economicamente per il Club e di prospettiva per le ambizioni dei nostri giovani frentani. Un progetto inizialmente non compreso da tutti i tecnici e da qualche dirigente-socio che avevamo in organico, tanto è vero che qualcuno questa estate ha preferito non appoggiarmi e ha scelto altre strade, ma non mi sono comunque fermato davanti ai personalismi di alcuni e agli interessi personali di pochi. Quindi quale cosa migliore da fare se si vuole diventare i migliori? Allearsi con i migliori! Di qui l’idea di avvicinarsi alle società tra le migliori in Italia, abbiamo esplorato 3-4 società che in ambito giovanile a livello nazionale sono da sempre le massime espressioni e l’accordo è stato fatto, a tempo di record, con l’AC Milan. È quella che ha meglio interpretato le nostre esigenze, che ha compreso la progettualità, che ha superato la momentanea problematica del campo di gioco non ancora in erba sintetica e che ha sposato con entusiasmo le nostre innovative idee calcistiche in termini di visione. Noi ci abbiamo messo la torta e loro la classica ciliegina. Abbiamo fatto un accordo pluriennale che ci garantisce anche una esclusività territoriale importante, e non potevamo chiedere di meglio. La risposta dei ragazzi e delle loro famiglie? In primo istante increduli, pensavano stessimo scherzando. Adesso c’è grande entusiasmo. Questo accordo ha portato nuova linfa alla nostra società che, siamo certi, produrrà ottimi risultati in futuro per noi e per i ragazzi».

Il campionato si è fermato alle prime giornate, ma in ogni caso siete primi in classifica nel girone C insieme ad altre quattro squadre. Quali sono gli obiettivi dell’Union Fossacesia per questo campionato, e quali sono i punti di forza della squadra?

«Non siamo partiti con ambizione di vertice, questo deve essere chiaro. Siamo primi in coabitazione è vero, però  è una classifica bizzarra e ancora troppo precoce viste le sole 4 giornate giocate. L’obiettivo reale è quello di salvare la categoria senza affanni, ma questo non perché vogliamo vestire a tutti i costi l’abito della “falsa modestia”, ma perché nelle nostre condizioni attuali dove non abbiamo un campo dove poterci allenare con continuità, non abbiamo un impianto di gioco dove fare le partite interne che giochiamo al Memmo di Lanciano dove però non può affluire il pubblico, quindi senza incassi e senza un minimo di tifo al seguito, è ovvio che non puoi pensare di partire per fare un campionato di vertice. Per questa ragione abbiamo scelto una strategia di basso profilo, con un anno di “preparazione” per il prossimo campionato dove vorremmo, grazie al nuovo rinnovato impianto a Fossacesia, essere protagonisti. Detto questo la squadra è ben fatta, con calciatori molto motivati e ben assortiti tra loro, con un tecnico moderno, di spessore e con la giusta autorevolezza come Massimiliano Memmo, e quindi non mi sorprendono questi risultati, comunque più che graditi. Gli obiettivi dunque non cambiano, di certo andiamo a giocarcele per vincerle le partite, e poi vedremo, a patto che si ricominci ovviamente. Il punto di forza mi viene da dire la compattezza del gruppo e la graniticità della squadra, direi ottimo lo staff tecnico, ed un encomio speciale al Team Manager Massimo La Morgia, da questo anno con noi ma con esperienze precedenti a Lanciano, che svolge il suo ruolo con uno spessore umano incredibile e con una capacità di tenere uniti i ragazzi che mi ha sorpreso piacevolmente. Tuttavia la dirigenza tutta (sono tanti e non riuscirei ad elencarli tutti) mi sta dando una mano notevole: il tesoriere, i segretari, l’addetto stampa, gli accompagnatori tutti e poi al nostro mitico magazziniere che è una risorsa incredibile e che non fa mancare nulla ai nostri ragazzi».

A proposito di campo sportivo: dopo lo slittamento della pubblicazione del bando per i lavori di rifacimento del Vincenzo Granata, quando avranno inizio questi attesissimi lavori?

«Dopo un primo rallentamento il bando è stato pubblicato, finalmente! Anzi proprio ad inizio dicembre sono stati assegnati i lavori che spero inizino a brevissimo. Dagli organi preposti mi informano che potranno iniziare a gennaio 2021. Ce lo auguriamo con tutte le nostre forze, sarebbe eccellente se potessimo iniziare a settembre la nuova stagione 2021-2022 nel nostro nuovo impianto, sarebbe una risorsa fondamentale per dare continuità al nostro progetto. Attualmente come detto prima siamo ospitati a Lanciano, al Memmo, per le gare interne di campionato (ma la prima “casalinga” ad esempio l’abbiamo fatta a Casoli, contro la Casolana!). Per gli allenamenti ci dividiamo l’impianto di Villa Scorciosa con i cugini della F90, poi utilizziamo il campo di Rocca San Giovanni ed infine due impianti privati in erba sintetica (uno di calciotto e uno di calcio a 5 quando non abbiamo altro, oltre che la palestra comunale al chiuso per i bambini più piccoli) di Fossacesia. Una vera e propria odissea, oltre che organizzativa anche costosa. Ecco perché abbiamo bisogno come l’acqua del nostro impianto, ma arriverà!».

Grazie presidente e auguri di cuore per un 2021 che sia foriero di belle novità per la Union Fossacesia e i suoi tifosi.

«Intendo salutare tutto il movimento calcistico dilettante abruzzese, augurare a loro un 2021 più sereno. Auguro al nuovo governo calcistico regionale, che sarà eletto il 9 gennaio prossimo, di avere la forza e la lucidità necessaria di affrontare un nuovo corso tutt’altro che facile e auguro alla redazione di ACD un 2021 migliore rispetto al passato e memorabile per la bellezza degli avvenimenti».

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