Ogni giorno nasconde una nuova incognita per il futuro del calcio dilettantistico. Una situazione ancor più difficile da gestire per quelle realtà che portano contemporaneamente avanti un discorso di Prima Squadra ed uno di Settore Giovanile. Una di queste è il Tornimparte. Ai microfoni di Abruzzo Calcio Dilettanti è il Direttore Sportivo Andrea Renzetti biancorosso ad analizzare il momento.

Un presente difficile

«La gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti e portare avanti un campionato, di qualsiasi categoria esso sia, sembra essere davvero un’impresa», ha dichiarato Renzetti, «È una situazione nuova per tutti e non mi sembra né giusto né opportuno dare giudizi. Mi sento di dire che lo stop dei campionati dilettantistici regionali mi sembra la cosa più logica in questo momento. La domenica non è più domenica così, soprattutto per i ragazzi che arrivano al campo con preoccupazione e con poca voglia di divertirsi».

Il nodo allenamenti

«Le sedute individuali sarebbero l’unica soluzione, ma mi viene da fare una considerazione: non credo serva a molto portare 25/28 ragazzi al campo e poi tenerli lontani l’uno dall’altro per 2 ore e anche senza doccia. Io parlo per la mia società che non paga rimborsi a nessun giocatore. Mi rendo conto che per società che pagano tutti gli atleti il ragionamento sarà sicuramente diverso».

Aiuti alle società

«I sostegni economici farebbero sempre bene al calcio dilettantistico, non solo in questo brutto momento. Vediamo negli ultimi anni sempre meno squadre dalla seconda categoria in su. Le società, soprattutto le piccole, non ce la fanno a tirare avanti solo con i propri sforzi nella normalità. Figuriamoci in questo periodo terribile. Personalmente cerco di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno in tutte le cose. Adesso è difficile, ma mi auguro che tutta questa situazione si possa risolvere al più presto. Sempre però cercando di aiutare le piccole e le grandi società ad andare avanti».

Lo stop per il mondo giovanile

«Questo è il punto più doloroso. Faccio il dirigente da circa 10 anni e ho un figlio che frequenta la nostra scuola calcio. Bisogna pensare prima di tutto a loro perché sono il futuro. Prima di tutto dal punto di vista sociale e caratteriale. Lo sport di gruppo, qualunque esso sia, e fondamentale per la crescita dei giovani. Aggregazione, educazione, rispetto sono prerogative importantissime per ogni ragazzo».

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