Pescara Calcio Femminile

Il Consiglio Federale ha sospeso ufficialmente tutti i campionati dilettantistici e quelli femminili, fino alla Serie B.

A tal proposito, abbiamo ascoltato il parere di Andrea Cicconi, presidente del Pescara Calcio Femminile (club militante nel girone D di Serie C e con una “seconda squadra” fuori classifica, invece, nel campionato di Eccellenza).

 

Il numero uno biancazzurro, intervenendo sullo stop dei tornei LND, ha confessato di essere sempre stato favorevole ad una ripresa del calcio, mettendo la salute sempre al primo posto perché «non vedo solo la parte goliardica ma, in qualità di presidente, anche quella economica legata ai costi che le società devono sostenere».

«Per quanto riguarda il calcio dilettantistico e in particolare quello femminile – continua Cicconi – la sospensione l’ho accolta con dispiacere dal lato sportivo, ma positivamente dal lato dei costi da sostenere perché questa situazione ci ha “imposto” un blocco agli aiuti che ricevevamo dagli sponsor, anch’essi in difficoltà. E questo è un problema perché il calcio, soprattutto a questi livelli, si tiene in vita grazie a queste entrate.

Con la Serie C abbiamo fatto trasferte molto dispendiose, andando a giocare in città come Lecce, Catania, Roma e Napoli. Soltanto per questa ragione ho accolto la decisione positivamente. Come si sarebbe potuto andare avanti, altrimenti, con altre trasferte e spese da sostenere senza nessun aiuto, se non individuale?».

 

Il presidente ha elogiato le sue giocatrici che «non hanno mai smesso di allenarsi in questa fase di quarantena, inviando anche dei video dei loro esercizi allo staff atletico. Eravamo sul pezzo per tornare in campo. Avevamo recuperato anche delle giocatrici infortunate».

 

Cicconi ci ha parlato anche dell’annata delle sue ragazze in Serie C prima della sospensione «Abbiamo avuto un campionato al di sotto delle nostre aspettative a causa di 4/5 infortuni costanti a partita: abbiamo perso il nostro capitano (Alessia Copia, ndr) a causa della rottura del crociato e la nostra bomber Alessia Stivaletta che si è rotta il polso. Non avremmo potuto vincere il campionato, ma di sicuro avremmo avuto la squadra al completo per il rush finale in cui ce la saremmo giocata con tutti».

 

Dovendo fare delle previsioni, il patron si sbilancia così «Prevedo che tante società spariranno, alcune si fonderanno tra loro, mentre le squadre con maggiori possibilità prenderanno le calciatrici più forti in circolazione. Se il campionato dovesse ripartire ad ottobre con una nuova stagione, non credo ci sarà una una forza sponsor in così breve tempo. C’è preoccupazione. Vedo un futuro da ridisegnare in termini di squadre. Per quanto riguarda noi del Pescara, dobbiamo fare delle valutazioni anche con la società maschile. La nostra volontà è quella di non mollare e andare avanti anche perché quest’anno abbiamo creato la seconda squadra (impegnata nel campionato di Eccellenza ma fuori classifica, ndr) e abbiamo circa 45 giocatrici di proprietà più 80 ragazze del settore giovanile. La volontà è quella di continuare, specie perché il calcio femminile, dopo l’ultimo mondiale, aveva acquisito una certa risonanza e la Federazione stava facendo di tutto per diminuire il gap con le altre squadre a livello mondiale. Se non dovesse ripartire il campionato femminile di Serie A si avranno tante reazioni a catena e immagino un futuro di sofferenza, ma come Pescara faremo il nostro meglio per esserci».

 

Infine una conferma in tanta incertezza «Lo zoccolo duro della squadra rimarrà anche il prossimo anno».