Foto: Pagina FB L’Aquila 1927

Spettacolo al “Patini” di Castel di Sangro, dove ieri è andato in scena il triangolare che ha visto protagoniste la squadra locale, il Napoli di Rino Gattuso e L’Aquila 1927. Un evento importante anche a livello nazionale. Lo stadio castellano, infatti, è stato il primo a riaprire al ritorno dei tifosi sugli spalti ai tempi del Coronavirus. Più di 1.300 i tifosi presenti, tutti con la mascherina rispettando il distanziamento sociale.

Nella prima partita del triangolare si sono affrontate il Castel di Sangro e L’Aquila. Gli uomini di Cappellacci sono partiti subito forte, rifilando un netto 12-0 ai giallorossi. Sugli scudi Di Paolo e Maisto, autori rispettivamente di quattro e tre marcature. Completano il tabellino le reti di Catalli, Di Norcia, la doppietta di Di Sante e lo sfortunato autogol di Lombardi.

Nel secondo match della serata, esordio stagionale del Napoli contro i giallorossi allenati da Domenico Cristiano. Gli azzurri vanno in gol per dieci volte. Mattatore dell’incontro è Politano con una tripletta; due realizzazioni a testa, invece, per Milik e Younes. Vanno a segno anche Di Lorenzo, Koulibaly e Gaetano. Soddisfazione personale per il portiere del Castel di Sangro Romito che ipnotizza Younes, parando il rigore calciato dall’ex Ajax.

Nel terzo incontro della serata, gli uomini di Gattuso affrontano L’Aquila. La partita termina sul punteggio di 11 a 0 per i partenopei, ma la copertina se la prende tutta il nuovo acquisto Osimhen, il quale, con una tripletta nel giro di sette minuti, infiamma l’entusiasmo e la fantasia dei tifosi presenti al “Patini”. Tre gol anche per Lorenzo Insigne, a cui si aggiungono le doppiette di Mertens e Lozano e il gol di Ghoulam.

Il Napoli vince il triangolare e prosegue la sua preparazione con la soddisfazione dell’immediato ambientamento del suo nuovo attaccante nigeriano che, ispirato probabilmente dall’Aquila, vola alto nell’immaginario collettivo dei tifosi, mostrando velocità, tecnica e gran senso della porta. Come si dice, chi ben comincia è a metà dell’opera. E soprattutto, anche Victor, è già nel cuore del popolo azzurro.

 

Renato Ventresca