La tutela della salute di tutti è la priorità del Governo, che si muove incessantemente anche verso lo sport. Serve la massima cautela prima di ripartire ed il Ministro Vincenzo Spadafora conferma senza giri di parole che, ad oggi, le attività non sono nella condizione di poter riprendere regolarmente. Lo fa ai microfoni di Porta a Porta, trasmissione andata in diretta nella serata di ieri su Rai Uno.

Vincenzo Spadafora, Ministro dello Sport (foto: www.governo.it)

Stop prolungato

«Nel nostro Paese non esistono le condizioni sanitarie per prevedere le riaperture della quotidianità sportiva, oggi non esistono le condizioni, prendiamone coscienza. Ci si prepari alla proroga delle chiusure, aiuteremo ancora tutto il settore. Resta il sistema dei colori e vale anche per lo sport. Nelle regioni gialle, arancioni e rosse non è possibile svolgere determinate attività come da Dpcm e sarà difficile riaprire prima del 2021. Anche se i dati faranno progressi entro 14 giorni, ci troveremo di fronte a mesi difficili e dovremo fare sacrifici, sarà uno scenario diverso rispetto alla scorsa estate».

Bonus

«Allenatori e collaboratori del settore sportivo avranno altri bonus dopo quelli di marzo, aprile e maggio. Siamo pronti a partire con i bonifici di novembre. Pensiamo poi alle società e per loro ci sarà il “fondo perduto”, per sopperire alla spese di affitto ma anche a quelle spese fatte per mettersi in regola nei mesi scorsi».

La necessità della riforma

«Discutiamo con il CONI perché siamo di fronte ad una riforma che dovrebbe essere apportata non da due giorni, ma da anni. Il sistema sportivo deve essere riformato, servono regole e norme diverse. Il professionismo femminile è ancora indietro. La FIGC e la Lega Serie A ammettono che anche quella realtà deve essere riformata, perché non sono in grado di sostenere il sistema economico-finanziario. Il CONI deve riconoscere che tocca allo Stato promuovere lo sport di base».

Nicolas Maranca

Rubriche