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Continuano i malumori legati alla proposta della Lega Nazionale Dilettanti di far retrocedere le ultime quattro di ogni girone di Serie D. Dopo la costituzione del gruppo “Serie D, Salviamoci”, formato da 31 squadre retrocesse in Eccellenza, nelle ultime ore ha preso forma un altro gruppo (il ‘Gruppo dei Capitani’) che raccoglie i capitani di buona parte dei club condannati ad abbandonare la quarta serie nazionale.

Questa nuova “corrente”, nata su iniziativa del capitano del Città di Anagni Francesco Cardinali, con un comunicato stampa chiede a FIGC e LND di fare un passo indietro, sottolineando come una simile proposta possa avere delle ripercussioni economiche e sportive sulla carriera degli atleti.

 

Il comunicato del Gruppo dei Capitani:

«Riteniamo che non si possa retrocedere per colpa di una pandemia, con tante gare ancora da dover giocare. Crediamo che non sia giusto promuovere le migliori seconde dell’Eccellenza e far retrocedere le ultime quattro della Serie D e non ne facciamo una distinzione economica, al contrario. Sappiamo degli innumerevoli sforzi che anche i presidenti di società appartenenti alla seconda categoria dilettantistica compiono ogni anno, con la speranza di raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi e regalare palcoscenici ancora più importanti alle proprie tifoserie e alle proprie città.

La verità, però, è che, in condizioni normali, anche facendo i play-off non si viene automaticamente promossi, e ad avere diritto al passaggio in Serie D sono solamente le prime di ogni girone. Riteniamo ingiusto, inoltre, che siano le società che sono in netto ritardo con i pagamenti a mantenere la categoria, mentre quelle che hanno, con puntualità, mantenuto gli accordi verranno inesorabilmente penalizzate. La decisione presa dalla Lega Nazionale Dilettanti, in aggiunta ad una situazione già precaria per l’emergenza sanitaria in corso, mette in seria difficoltà molti ragazzi, atleti ma ancor prima padri di famiglia, che devono avere il modo e i mezzi per poter sostenere dignitosamente loro stessi e i propri cari.

Ci domandiamo, infine, perché noi calciatori dovremmo avere, all’interno del nostro curriculum, una retrocessione non arrivata sul campo e perché dovremmo rischiare, in questo modo, di condizionare la nostra carriera. Chiediamo, quindi, che venga rivista la decisione di far retrocedere a tavolino le ultime quattro in classifica, e che venga valutato l’impegno delle società a mantenere gli accordi economici rispetto a chi, evidentemente, non lo ha fatto».