In un momento molto delicato per il dilettantismo, tutte le società si ritrovano a meditare tra passato, presente e futuro in attesa di tornare in campo. Tra le più attive sul mercato nell’ultima sessione, senza dubbio c’è il San Vito ’83. Ai microfoni di Abruzzo Calcio Dilettanti, è intervenuto il Presidente Valerio Catenaro per analizzare il momento e proiettarsi al domani.

Affrontare il coronavirus

«La situazione è in continua evoluzione, se pensavamo di ripartire a cuor leggero purtroppo ci sbagliavamo» ha commentato il presidente «il virus è tornato a farsi sentire dappertutto e in ogni ambito. Il calcio dilettantistico ne sta pagando le conseguenze, purtroppo già dalle prime sospensioni cominciava a farsi largo la sensazione che il campionato si potesse fermare da un momento all’altro. Forse poteva essere una buona idea non riprendere ad ottobre ma direttamente ad anno nuovo, ma questo lo penso solo ora, col senno di poi. Per quello che riguarda l’allenamento, la società ha ovviamente bloccato tutto. Abbiamo dato semplicemente delle schede di allenamento ai giocatori, confidando nella loro buona volontà di allenarsi privatamente».

Il nodo economico

«Il calcio è sicuramente una grande passione, mia in primis. Ma non è fondamentale come salute, lavoro ecc. Quindi prima di dare dei contributi alle società di calcio forse dovrebbero aiutare le persone in cassa integrazione eccetera. Certo, avere un aiuto economico sarebbe importante, però sinceramente non capisco le affermazioni di altri presidenti, i quali dicono che senza aiuti il calcio muore. Forse è anche vero, ma il calcio muore anche se si danno stipendi – a mio parere – folli a calciatori di prima o seconda categoria. Quindi secondo me non bisogna assolutamente fare polemica, anzi. È altrove che bisogna migliorare; è inutile spendere migliaia di euro, vincere qualcosa e poi fallire. Era lì che bisognava cambiare, a prescindere dal discorso Covid. Il nostro mondo sportivo da questa situazione imparerà molto. Bisognerà essere oculati nelle spese e non fare il passo più lungo della gamba. Per il resto, non so come andrà a finire, non posso immaginare cosa saremo costretti a fare».

Stop alle giovanili

«È la notizia peggiore. Togliere a dei ragazzi la possibilità di giocare e di divertirsi è stata una scelta durissima, ma purtroppo necessaria. A mio parere però i bambini stanno reagendo molto bene, sono addirittura più forti di noi».

Il San Vito prima della pausa

«Devo essere sincero, non era molto difficile preparare le partite. I ragazzi avevano una gran voglia di tornare in campo, ovviamente con le dovute precauzioni. Forse è stato più difficile per noi dirigenti che per i ragazzi. Fare un commento poi sulle sole tre partite giocate è difficile. Siamo una squadra molto giovane, con una età media molto bassa e quindi senza esperienza. Anche a causa di ciò abbiamo perso la prima partita, su un campo difficile come quello di Roccaspinalveti. Poi una bellissima vittoria contro lo Scerni, squadra candidata alla vittoria finale. Terza partita invece molto strana contro il Fossacesia ’90; siamo andati in vantaggio, poi abbiamo preso un gol fantastico – un colpo dello scorpione d’altra categoria – e un altro gol su una clamorosa svista arbitrale. Mentre cercavamo il pareggio abbiamo subito il terzo gol su ripartenza. Però sono davvero molto ottimista, ho grande fiducia nello staff tecnico e nei ragazzi; d’altra parte come ho già detto siamo in gruppo davvero giovane, serve tempo per crescere».

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