Stagione 2020/2021, parte anche la Rosetana. Con un’attesa maggiore rispetto alle altre del campionato di Promozione, il prossimo weekend vedrà scendere in campo gli adriatici nel primo turno di Coppa Italia contro il Mutignano. Un’annata importante per i rosetani, che hanno rinnovato la rosa puntando su molti elementi giovani e alcuni nomi di spessore già ben noti nell’intero panorama dilettantistico regionale.

Alla vigilia dell’esordio ufficiale, il DS Matteo Lamedica si è soffermato su presente e futuro del club ai nostri microfoni. In apertura, menzione per le ultime notizie dalla squadra che giocherà le sue gare interne al “Fonte Dell’Olmo”: «Il Presidente, come reso noto, ha voluto tutelare noi e il nostro cammino procedendo a test sierologici per i tesserati. Tutti sono risultati negativi e ringraziamo calorosamente la Clinilab di Silvio Brocco per la solita e cordiale disponibilità».

Domenica la prima stagionale di fronte ad una delle grandi certezze dello scorso campionato: «Il Mutignano è stato protagonista di un gran cammino lo scorso anno mettendo pressione a L’Aquila fino in fondo. Loro hanno cambiato molto però anche quest’anno potranno far bene. Conoscendo la loro realtà e la forza della società, non si faranno trovare impreparati». 

Un passo indietro, ripensando alla scelta di affidare la panchina ad un intraprendente Federico Vannucci: «Abbiamo preso questa decisione di comune accordo con Scuola Calcio e Settore Giovanile. Quello di Vannucci è un profilo che attenzionamo da tempo e crediamo abbia tutte le potenzialità per far bene».

Anno nuovo, squadra rinnovata e Lamedica è sicuro: «Il lavoro svolto ci terrà in alto. È un anno transitorio per tutto lo sport, le difficoltà economiche post Covid-19 sicuramente si fanno e si faranno sentire, servono scelte mirate. Tolte Santegidiese, Fontanelle e Morro D’Oro, il mercato è stato equilibrato. Abbiamo puntato su diversi giovani, pensiamo a Rachini ed Esposito che abbiamo fortemente voluto, ma anche a Persiani, per cui abbiamo vinto la concorrenza di diverse altre grandi squadre. In più ci sono elementi di esperienza e che non hanno bisogno di essere presentati, ad esempio Tarquini e Bizzarri». 

In ultimo, il DS rosetano parla della riapertura degli impianti al pubblico: «Il calcio, anche e soprattutto a questi livelli, non è calcio senza tifosi. Abbiamo bisogno, anche moralmente, di rimetterci in una condizione quanto più possibile normale. Ecco perché anche sotto questo aspetto serve ripartire. Ovviamente il ritorno del tifo allo stadio deve essere graduale, impossibile pensare di riempire gli impianti da subito. A noi fa piacere riabbracciare i nostri sostenitori, anche perché abbiamo al seguito un gran numero di appassionati.>>