Non si andrà avanti, almeno per ora, e ci si ferma a riflettere su quello che è stato e che potrà essere nel calcio dilettantistico. Ai microfoni di Abruzzo Calcio Dilettanti, lo fa anche il Presidente del Rosciano, Marco Olivieri.

La stagione del Rosciano prima dello stop

Prima del rompete le righe ufficiale, i rossoneri avevano disputato tre partite nel girone E di Prima Categoria, collezionando due vittorie (3-0 a tavolino con il Cugnoli e 2-1 interno con il Casalincontrada) ed una rotonda sconfitta (5-0) sul campo del Tollo. «Era molto difficile preparare le partite, perché non sapevi mai se c’era disponibilità di tutta la rosa. C’era anche paura nell’affrontare le squadre avversarie, non conoscendo il loro stato di salute. Dal punto di vista sportivo, invece, devo dire che siamo in linea con le aspettative. Siamo una neo promossa e quindi sapevamo di dover pagare il salto di categoria, ma a parte qualche risultato siamo soddisfatti».

Lo scenario attuale

«Certamente la situazione che si sta vivendo non è delle più belle. Il futuro non lo vedo roseo almeno per l’immediato. Anzi, lo vedo molto incerto visto che ci appoggiamo, come altre società, ad imprese locali che ci danno linfa e vista la situazione venendo meno tali appoggi si rischia di morire. Noi, come società, stiamo affrontando la situazione sportiva con il fermo delle attività, adeguandoci alle disposizioni. Per quanto riguarda gli allenamenti, da come sono strutturati i protocolli, ci può allenare solo con attività individuali e senza contatti. I nostri ragazzi hanno ricevuto dal mister un programma da poter seguire individualmente nel loro tempo libero, senza dover accedere all’impianto sportivo».

Sostegno economico

«Sarebbe molto importante ricevere un aiuto economico perché noi viviamo grazie a sponsor locali che in questo momento non possono aiutarci, visto che anche loro non stanno vivendo un periodo florido».

Si fermano anche i giovani

«La decisione di bloccare l’attività giovanile è molto negativa. Il calcio giovanile è il futuro del calcio dilettantistico. Non avendo la possibilità di far crescere i ragazzi il movimento va in affanno».

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