Dopo la fine dell’esperienza con lo Spoltore, condita da una promozione, due coppe disciplina, una finale di Coppa Italia e due play-off, l’allenatore Donato Ronci ha deciso di rimanere “ai box” in attesa di una nuova opportunità.

«Mi sono fermato per una scelta personale. Ho terminato il rapporto con lo Spoltore, conservando ottimi rapporti con il presidente (Sabatino Pompa, ndr) e i dirigenti della società. Ho scelto di far finire questa esperienza anche per colpa del virus. Allenare e giocare in questa condizione non è facile, c’è il rischio di portare il virus dentro casa e io, con due genitori anziani, non posso permettermelo. Alleno da 19 anni ininterrottamente e ritengo che era arrivato il momento di staccare la spina. Questo mi ha aiutato a rigenerarmi e a tenermi aggiornato».

Il tecnico, dopo alcune offerte estive non concretizzatesi, continua a seguire da vicino il campionato di Eccellenza. Un torneo definito così dallo stesso Ronci: «È un campionato molto avvincente, forse il più bello degli ultimi anni con squadre di un certo livello come L’Aquila, Avezzano e Chieti. Per me sono queste le candidate alla vittoria finale. I neroverdi, nonostante qualche battuta d’arresto, hanno tutto il tempo e i mezzi tecnici per recuperare il terreno perso. Da tenere in considerazione anche la Torrese che, nonostante l’inizio complicato, ha tutte le carte per risalire la china».

L’allenatore è rimasto molto colpito dall’inizio di stagione de Il Delfino Flacco Porto, autore di «qualcosa di incredibile». Un fattore importante per la vittoria finale è «la lunghezza della rosa a disposizione: quando si ripartirà, infatti, con i tanti turni infrasettimanali è necessario predisporre di una squadra ampia e competitiva».

Ronci è intervenuto anche sui tre scenari proposti dal Comitato Regionale abruzzese per la ripartenza: «Ritengo che il presidente Ortolano e il Comitato abbiano fatto bene ad ascoltare il parere delle società per trovare la soluzione migliore. Credo che il campionato vada finito con la disputa di tutte le 38 giornate in calendario. L’idea di aver tolto le competizioni a livello nazionale aiuta in tal senso. Terminare il torneo solo con le partite di andata non credo sia corretto, soprattutto per le tante squadre che hanno investito sia per salvarsi che per disputare una stagione ai vertici. Ovviamente, ogni discorso passa dalla lotta che stiamo affrontando contro il virus: la speranza è che il vaccino trovato fin qui ci consenta di tornare nuovamente alla normalità».

L’intervista integrale

 

Andrea Spaziani

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