L’Abruzzo si avvicina alla nomina del nuovo Presidente e del nuovo Comitato che rappresenteranno il movimento calcistico regionale succedendo alla gestione Ortolano, in carica per 19 anni. Le precedenti settimane hanno consegnato agli addetti ai lavori le candidature di Ezio Memmo (clicca qui per leggere la presentazione) e Pasquale Rodomonti (clicca qui per i dettagli). Proprio quest’ultimo ha scritto una lettera, nella giornata odierna, in arrivo sulle caselle di posta elettronica dei Presidenti chiamati a scegliere, il prossimo 9 gennaio, il nuovo organigramma federale. La pubblichiamo di seguito dopo averla ricevuta, aperti e disponibili a eventuali risposte ufficiali.

«Carissimi Presidenti,
ho sempre creduto nel valore democratico delle elezioni e nella importanza della partecipazione delle persone e delle società nella determinazione dei propri organi di governo.
Per potersi candidare è necessario raccogliere 100 deleghe sulle 313 società aventi diritto al voto.
Una campagna elettorale dovrebbe basarsi sulla valutazione dei programmi e dei candidati ma sembra che l’unico obiettivo della controparte sia fare incetta di deleghe, utilizzando qualunque strumento e modalità, affinché non si possa arrivare al confronto elettorale.
E’ doveroso quindi informarvi su quanto accaduto.

Alcuni presidenti, da me contattati per la firma delle deleghe, mi hanno riferito che i moduli sono stati consegnati e ritirati dal delegato e dai collaboratori della Delegazione Provinciale che hanno raccolto le firme per conto dell’altro candidato. Gli stessi, da me contattati per chiarimenti, hanno confermato quanto riportatomi dai presidenti. Ciò è avvenuto sabato 19 dicembre, immediatamente dopo la pubblicazione del comunicato e relativa disponibilità del modulo per le deleghe (ore 14,00 di venerdì 18 dicembre).
Etica e buon senso vorrebbero che i rappresentanti delle istituzioni sul territorio fossero terzi e super partes rispetto ai singoli candidati affinché venisse favorita e non mortificata la valorizzazione del dibattito, il confronto e la libertà delle scelte personali.
Lo Statuto del Coni e della Figc richiamano a principi di lealtà sportiva:
– “I tesserati, gli affiliati e gli altri soggetti dell’ordinamento sportivo devono comportarsi secondo i principi di lealtà e correttezza in ogni funzione, prestazione o rapporto comunque riferibile all’attività sportiva” (Codice di comportamento sportivo CONI – Art. 2 – Principio di lealtà);
– “I dirigenti e ogni altro soggetto dell’ordinamento federale sono tenuti a osservare i principi di lealtà, probità e sportività secondo i canoni della correttezza” (Statuto della FIGC – Art. 1 punto 5 comma a);
– “I Dirigenti Federali sono responsabili della rettitudine sportiva e morale della loro condotta e della riservatezza degli atti del proprio ufficio (Carte NOIF – Art. 10 punto 2).

E’ accaduto inoltre che domenica 20 dicembre, a distanza di un giorno dall’inizio della raccolta delle firme, su un sito web è apparso un articolo dal quale emerge che l’altro candidato avrebbe già raggiunto un numero tale di deleghe da avermi tagliato fuori dalla competizione. Fatto non corrispondente a verità.

La raccolta delle deleghe dovrebbe essere uno strumento per qualificare una candidatura e non uno strumento utilizzato per evitare altre candidature.
Invito tutti voi a riflettere sui metodi utilizzati e sui tentativi messi in campo per evitare di andare al voto e a regolarvi di conseguenza.
Pasquale Rodomonti»

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