Pallone fermo sul dischetto di centrocampo. L’arbitro ha fischiato, ma improvvisamente una delle due squadre lascia il calcio d’inizio agli avversari che non sono certi di voler accogliere l’opportunità. Non si potrebbe descrivere meglio lo scenario venutosi a creare tra LND e FIGC in merito alla ripartenza dell’Eccellenza. Il DPCM non pone veti su una eventuale equiparazione del massimo campionato regionale alla D e la Lega Nazionale Dilettanti ha ceduto l’incombenza di decidere format e misure anti contagio alla Federcalcio, come anche prevedibile. Ora, però, arriva il momento di scegliere e all’alba delle elezioni federali in cui Sibilia e Gravina si sfideranno per il massimo incarico del calcio italiano, si attende la decisione ufficiale.

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Per la LND non ci sarebbero problemi a riprendere, ma serve sapere come le singole società verrebbero sostenute economicamente nelle spese sanitarie e come potrebbe cambiare il format dei campionati.

Il nodo retrocessioni

Sibilia ha proposto di bloccare le stesse per la stagione corrente, chiedendo una modifica dell’articolo NOIF numero 49, che farebbe seguito a quella già attuata lo scorso anno. Chiesta anche la possibilità di permettere ai club di rifiutarsi di continuare senza perdere la categoria. Due aspetti che, secondo rumors sempre più insistenti, in ambienti federali non convincono e che potrebbero essere rigettati. Due le possibili strade in quel caso tra cui scegliere. La prima sarebbe quella di affidare ad ogni Comitato Regionale la formulazione del nuovo modus operandi tenendo conto delle date discusse già in precedenza. La seconda, invece, porta ad una nuova discussione dei temi e ad una nuova proposta della LND, ma ciò farebbe slittare ulteriormente la ripresa. In alternativa, la terza via sarebbe quella di non proseguire. 

Caos costi

Questa è un’altra tematica forte e che necessita di chiarimenti. L’ormai ex Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora aveva dato disponibilità di un sostegno del Governo alle spese sanitarie del dilettantismo con un nuovo articolo inserito nel Decreto Ristori. Non c’è stata l’approvazione e tutto è ancora in standby a causa della recente crisi che ha chiuso il secondo mandato Conte. Scendendo nel caso della Regione Abruzzo, il Presidente eletto Ezio Memmo ha già avviato le trattative con le istituzioni per andare incontro alle società e non ha nascosto che il CR può dare il suo contributo, seppur minimo, chiedendo la cooperazione tra tutte le componenti. Nel mezzo ci sono LND e FIGC, da ci si attende una presa di posizione ufficiale al più presto, perché per ora di certezze ce ne sono ben poche.
Calcio d’inizio, ora l’azione è da portare al termine.

Nicolas Maranca

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