Si è svolto ieri l’incontro tra la LND Abruzzo e i club partecipanti ai campionati di Calcio a 5 di C1, Femminile Serie C, Under 19, Under 17 e Under 15. Il tutto, svolto ovviamente tramite la piattaforma Zoom nel rispetto delle normative vigenti per il contrasto alla diffusione del Covid, ha visto la partecipazione del Presidente del CR Abruzzo Ezio Memmo e il Responsabile Regionale del Calcio a 5 Salvatore Vittorio.

Il meeting online ha portato alla luce quelle che sono le possibili soluzioni, come format e tempistiche, per la ripresa qualora arrivi l’ok definitivo dalla FIGC e dal CONI, ma anche le problematiche riscontrate dalle società.

Una situazione di incertezza che non offre garanzie, da una parte ad una LND che spera e spererà sempre in una ripresa per il bene del movimento, dall’altra alle società stesse, preoccupate per il come potersi organizzare quando e se si ripartirà.

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Proposte della LND

Anche a detta del Comitato Regionale, per pensare ad una ripartenza devono verificarsi diverse condizioni al contempo: in primis l’ok dei decreti governativi, collegati alla parificazione delle massime categorie regionali a quelle nazionali e, inoltre, la disponibilità della Federazione di sostenere economicamente le nuove spese sanitarie.

In caso di ripresa, due gli scenari possibili. La differenza, sostanzialmente, si lega ai calendari. Perché il format individuato è quello della disputa del girone di andata e dei successivi play-off e play-out come da regolamento vigente, con promozioni e retrocessioni.

In un primo caso, con la scadenza fissata per tutte le competizioni al 30 giugno, si procederebbe ad inizio aprile con i recuperi per poi disputare, dal 17 del mese, le giornate prefissate dal calendario con un solo ulteriore turno infrasettimanale , mercoledì due giugno. Così facendo, il 12 giugno si giocherebbe l’ultima giornata per poi procedere agli spareggi nelle successive due settimane.

In un secondo caso (proroga della stagione oltre il 30 giugno), i recuperi delle gare non disputate ci sarebbero tra il 10 e il 17 aprile, per poi procedere regolarmente fino al 26 giugno, quando si scenderebbe in campo per l’ultima giornata. In seguito, playoff e playout con data di epilogo indicata nel 10 luglio.

La posizione dei club abruzzesi

Dopo un precedente confronto, nel corso della riunione, le società, specie quelle di Serie C1, hanno fatto notare diversi aspetti. Una eventuale ripartenza va valutata in base ad un andamento epidemiologico che, ad oggi, non offre garanzie, specialmente in un campionato che, per organizzazione e forze economiche, non è paragonabile né alla Serie D e né all’Eccellenza, in questo caso. Tra le peculiarità del Futsal, nella sua massima categoria regionale, emerge quella di dover necessariamente disporre di palazzetti e/o strutture al coperto che si legano alla gestione delle singole amministrazioni comunali. Emerge, però, dai tanti esempi recenti, che queste possono requisire i primi per adibirli a luoghi di screening e vaccinazioni di massa. Perciò, a stagione in corso, i club stessi potrebbero ritrovarsi senza sede di gioco e la ricerca di soluzioni alternative in eventuali comuni vicini andrebbe sicuramente ad incidere ulteriormente sulle spese da sostenere.

Dalla C1 in giù, inoltre, sembra un duro compito, per i dirigenti, riuscire a garantire la sicurezza degli atleti e delle rispettive famiglie, soprattutto perché a questo livello non si è calciatori di professione, ma come seconda attività. Non si è certi che, visto lo scenario di sfondo, tutti diano la disponibilità per il ritorno in campo con le rispettive squadre.

Non di poco conto la problematica emersa anche in Eccellenza, vale a dire quella delle spese sanitarie da sostenere. Le società, con la LND Abruzzo che ha fatto capire di essere praticamente sulla stessa linea, non sarebbero favorevoli all’esborso di altro denaro oltre a quello già versato in sede di iscrizione, specie perché non ci sono garanzie dagli sponsor dopo una crisi sanitaria ed economica senza precedenti per tutte le attività. In caso di ripartenza, ci si aspetta che i costi aggiuntivi siano a carico di componenti esterni ai club o a carico della stessa LND, che da settimane è al lavoro con le istituzioni per ottenere a sua volta garanzie e sostegno. Non si dimentichi, in tal senso, la proposta del Comitato Regionale di dividere le spese tra tutte le parti in causa.

Non da meno, si cerca di capire se il capitolo iscrizioni, dato il numero di gare da disputare (in difetto rispetto ad una condizione di normalità), verrà chiuso qui o se le società dovranno continuare a pagare le successive rate interamente. Visto il momento, i club sperano in un blocco delle spese senza altri prolungamenti delle scadenze come fin qui portato avanti dalla LND.

Una serie di concatenazioni per una eventuale ripartenza di uno sport in categorie che, per tante ragioni, non possono ancora considerarsi di rilievo nazionale. Sarebbe davvero così essenziale la ripresa? Un dubbio che ci si porta ancora avanti, mentre le settimane passano e la diffusione del Covid no. Lecito, per chi lavora all’organizzazione degli eventi e delle manifestazioni, sperarci ancora. Per i club, invece, sembrerebbe essere il momento di attendere tempi migliori.

Nicolas Maranca

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