Mentre tutti guardavano al Consiglio Federale che ha deciso il futuro di gran parte del calcio nazionale, qualcuno gettava le basi per la prossima stagione. Così, dunque, il Real 3C Hatria 1957 ha sciolto ogni dubbio: Tiziano D’Isidoro torna in casa ducale e guiderà la prima squadra nell’annata 2020/2021. Classe 1967, il nuovo tecnico rossoverde vanta un gran passato da bomber con Catania, Taranto, Benevento, Salernitana, Maceratese, Leonzio, Turris, Melfi, Potenza, Lanciano e Francavilla.

D’Isidoro era già stato ad Atri, sfiorando l’Eccellenza nel 2009/2010 e centrando una gran stagione l’anno seguente.

Per lui, esperienza in panchina anche con Mutignano, Silvi e Scerne. A presentarlo, ai microfoni di Abruzzo Calcio Dilettanti, è il Presidente atriano Carmine Consorti (in foto), che dichiara: «Abbiamo scelto Tiziano D’Isidoro perché è una figura di continuità con il passato calcistico della nostra città e perché i risultati raggiunti parlano chiaro, non dimentichiamoci che è arrivato ad un passo dal massimo campionato regionale in quella partita con la Virtus Cupello poi persa. Lui ha sempre lavorato bene con i giovani. Con Tiziano alla guida, vogliamo valorizzare sempre più i ragazzi e fare un campionato dignitoso, confidando di riportare presto il calcio ducale dove merita».

Consorti, poi, torna indietro e parla a cuore aperto: «L’impegno con mister Reitano si è concluso prima della pandemia che ci ha colpiti. Si è chiuso un quinquennio che è stato ben più che positivo, centrando traguardi importanti. Il tecnico aveva fatto benissimo, mostrando una disponibilità unica in ogni circostanza. Gianpiero si è dimostrato serio a livello professionale e a livello umano. Per questo, la società lo ringrazierà sempre con il cuore per ciò che ha fatto. Al contempo, ringraziamo Matteo Pomponi, che aveva preso la guida della squadra  con impegno nelle due settimane successive». 

Di campionati, il Presidente rossoverde ne ha visti tanti, ma adesso potrebbe esserci un vero e proprio anno zero per il movimento. Lui stesso non nasconde: «Siamo in una condizione straordinaria per l’Italia e per il Mondo intero. Certo che ne usciremo, però ci deve essere una rivisitazione del sistema calcio. I dirigenti dovranno essere bravi a fare un passo indietro senza proporre cifre enormi in sede di calciomercato, gli atleti dal canto loro dovranno sapersi accontentare e non è un discorso circoscritto a determinate categorie, vale per il dilettantismo in generale. Il Covid-19 ci riporta con i piedi per terra, ci riporta a vivere l’umanità del calcio, soprattutto di quello di casa nostra. Si torni a giocare per passione, spero che tutti viaggino sulla stessa linea d’onda, al nostro movimento non servono eccezioni per ripartire tutti insieme. Noi ci teniamo in particolar modo, da anni portiamo avanti le nostre idee per amore della nostra città e dello sport. Posso dire che già chiamando i calciatori dell’organico del Real 3C Hatria si percepisce questo cambiamento, i ragazzi sono consci delle difficoltà vissute in questi mesi di pandemia».

Atri al centro dell’attenzione nell’emergenza sanitaria, anche la società rossoverde ha voluto ringraziare chi ha messo il massimo impegno per cercare una via di uscita dalla situazione. Consorti dichiara: «Doveroso dire grazie a tutti gli operatori sanitari, gli infermieri, i medici e i vari corpi che hanno lavorato in modo eccellente. Non dimentichiamo che ad Atri c’era un Covid Hospital, siamo stati al centro della cronaca nazionale. Un plauso a tutti quelli che sono stati in prima linea. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo voluto essere vicini donando una cifra di 500€ al Comune di Atri. L’ho detto ai calciatori, si prenda esempio da chi ha lottato in prima linea in questa situazione».

E sulla ripresa delle attività il massimo dirigente chiude: «In tutta onestà non so quando, se e come si ripartirà. Dicono che ad ottobre si possa tornare a giocare per i dilettanti, non sono sicuro. C’è da pensare che tra i Dilettanti non ci sono professionisti, c’è gente che pratica sport come seconda o terza attività dopo il lavoro. I giovani, i padri di famiglia e non solo, non possono rischiare la vita. Protocollo? Abbiamo letto il documento, non so come si possa adattare ai Dilettanti se già in A qualcuno fa fatica. Durissima farcela anche per i costi dei servizi richiesti, sanificare gli spogliatoi è già una spesa rilevate, figuriamoci il resto. Le amministrazioni comunali hanno situazioni ancor più gravi cui pensare, chi ha 4 squadre nel proprio territorio con 4 impianti diversi come deve comportarsi? Ecco perché è difficile. Poi c’è anche la situazione della responsabilità sanitaria, i dirigenti vogliono essere tutelati, così come gli stessi medici sociali».