Attenzione maniacale ai giovani “fatti” in casa e a quelli visionati nei campionati regionali: è questo uno dei prìncipi cardini alla base del progetto Renato Curi Angolana. Un progetto che ha lanciato e che continuerà a lanciare tanti ragazzi. Centrata la salvezza con un girone di ritorno stratosferico, la squadra del nuovo allenatore Domenico D’Eugenio sarà sicuramente ricca di talenti in erba, come confermato dal direttore generale Antonio Bucci: «L’80% della squadra è già fatto: punteremo ancora una volta sui giovani dello scorso anno, a cui aggiungeremo dei calciatori di esperienza che possano fare loro da chioccia. Ancora non abbiamo una lista di nomi, ma sicuramente ci tufferemo su un attaccante e un centrocampista».

Una delle armi del campionato appena concluso è stata la grande vena realizzativa del giovane attaccante Giacomo Cellucci (classe 2000 e autore di 14 gol nella passata stagione): «Con noi Giacomo ha fatto benissimo. Per qualcuno era una scommessa, ma non per me. Lo ricordo dalle giovanili del River Chieti e credo che sia andato, quest’anno, oltre ogni più rosea aspettativa siglando 14 gol. È un ragazzo serio e disponibile con ancora ampi margini di miglioramento. Ovviamente, se dovesse avere delle richieste da categorie superiori, non potremmo impedirgli il salto di categoria».

Il direttore generale “consiglia” anche dei giovani calciatori che potrebbero ripercorrere le orme di Cellucci: «In rosa abbiamo Francesco Del Mastro, classe 2003, che ha già debuttato in prima squadra lo scorso anno. Siamo stati bravi a gettarlo nella mischia ma, al tempo stesso, a tutelarlo data la giovane età. Il suo impatto è stato molto buono e credo possa ripetersi nella prossima stagione. Poi c’è anche Riccardo Pompei, attaccante classe 2000. Non si può pretendere che un giovane, al primo anno, sfondi: c’è bisogno di pazienza con loro. Questo è uno dei dogmi presente nella nostra filosofia».

Infine, una chiosa sull’organizzazione del prossimo torneo di Eccellenza (un unico girone a 20 squadre o due gironi da 12): «Ci atteniamo a quello che dice la Federazione. È difficile mettere d’accordo tutte le società. Per me possono costituirsi anche due gironi, trovando un sistema di promozioni e retrocessioni. Non abbiamo nessun problema a scegliere qualsiasi situazione ci venga proposta. Alcune società possono avere dei problemi con i turni infrasettimanali dato che alcuni dei loro giocatori hanno anche impegni lavorativi. Quello che mi preoccupa maggiormente è il protocollo da rispettare nei dilettanti, con campi obsoleti  e spogliatoi piccoli e vecchi che non consentono il giusto distanziamento».

 

Andrea Spaziani