Anche quest’anno il Francavilla Calcio 1927 non ha  fatto venire meno il tradizionale incontro per lo scambio di auguri. Certo, niente cene e festeggiamenti, solo un incontro allo stadio comunale di Valle Anzuca nel pieno rispetto delle norme anti Covid. Ma per il presidente Maurizio Rapino era importante guardare negli occhi i suoi ragazzi e il gruppo che guida, e che insieme al vice presidente Silvio Spacca e ai dirigenti Gianfranco Putrino e Francesco De Lucia, ha portato a giocare nel campionato di Promozione Abruzzo girone C.

«È dall’estate del 2018, da quando questa dirigenza ha rilevato la gloriosa società Francavilla Calcio, che i nostri legami si basano essenzialmente sul rapporto personale, sullo scambio, sull’interfacciarsi ogni qualvolta ci sia un problema. E il Covid non è riuscito ad intaccare questa anima del Francavilla», ruggisce fieramente il presidente Rapino.

Cosa ha spinto Maurizio Rapino a diventare il presidente della squadra di calcio della sua città?

«L’amore per la mia città e la storia gloriosa della nostra squadra, che non poteva finire come stava accadendo. Ci siamo iscritti nell’ultimo giorno utile nel campionato di Prima Categoria, e nonostante l’avvio sia stato drammatico i tifosi si sono messi subito al nostro fianco, ricordandoci a ogni partita che il Francavilla aveva giocato a San Siro. Con passione e organizzazione ci hanno accompagnati in tutte le trasferte, diventando il nostro dodicesimo uomo in campo. Grazie alla loro incitazione abbiamo vinto partite accesissime, e l’anno scorso siamo arrivati secondi in classifica. Siamo stati ripescati, e quest’anno è iniziata l’avventura in Promozione. Abbiamo vinto tre partite e due le abbiamo perse, ma vi assicuro che ho e abbiamo la volontà e la forza di portare ancora più in alto i colori della nostra città».

Ci racconti meglio questa avventura rocambolesca cominciata soltanto due anni fa.

«Abbiamo ereditato un bilancio drammatico, e quindi avevamo l’obbligo di fare bene», prosegue Maurizio Rapino. «Abbiamo fatto una squadra in corsa: i giocatori facevano contemporaneamente preparazione e partite. Io ho cominciato a memorizzare i nomi dei miei giocatori dopo la quarta partita di campionato. Ragazzi straordinari, ma i loro rimborsi erano fuori budget per la nostra società. Per cui finito il campionato ci siamo messi attorno a un tavolo per capire innanzitutto come gestire meglio il nostro bilancio, e poi perché la città restava fredda nei confronti della sua squadra, nonostante le vittorie. A parte i tifosi storici, la domenica non c’erano famiglie o appassionati a seguire il Francavilla. Allora abbiamo messo in campo studiosi di marketing e di psicologia per capire come portare i francavillesi allo stadio, e alla fine la risposta è stata semplice: in squadra mancano giocatori della nostra città, o comunque della nostra area. Questo ci ha portato anche a fare un discorso nuovo sul bilancio, perché far giocare calciatori del posto vuol dire anche risparmiare sui rimborsi spese».

Un programma semplice: bilancio proporzionato alle capacità economiche della società e recupero dei giocatori a chilometri zero. Ci siete riusciti?

«Sì, ma abbiamo perso tantissimi giocatori. Questo perché i loro rimborsi spese in realtà erano stipendi camuffati da rimborsi, con tutta una serie di documenti cervellotici da allegare al bilancio per avallare queste spese. I miei colleghi sanno di cosa parlo: io da quest’anno ho detto basta a questa situazione. Solo rimborsi veri e anche modesti».

E il futuro? Come vede la ripartenza dopo questa lunga pausa che rischia di protrarsi anche oltre gennaio?

«A salvare il calcio dilettantistico, ma io aggiungo anche quello nazionale, sarà il settore giovanile. Per il Francavilla Calcio 1927 il settore juniores sarà il fiore all’occhiello. Ci siamo iscritti all’Associazione Italiana Calciatori Juniores e in prima squadra abbiamo ben otto calciatori juniores. Purtroppo quest’anno non abbiamo potuto iscrivere né giovanissimi e né juniores, ma è soltanto una fase di transizione: abbiamo stretto un accordo con il Tikitaka Village e abbiamo ben 115 ragazzini che il prossimo anno faranno parte del settore giovanile. Abbiamo dato la nostra disponibilità ad alcune società fallite per sostenerle sia dal punto di vista organizzativo che economico, perché vogliamo creare una realtà giovanile importante, come già fatto dal Giulianova, dalla Renato Curi e da altre società che hanno attinto la loro forza dai loro giovani».

Ma per salvare il calcio, anche quello giovanile, ci vorrà comunque il pubblico. Secondo lei, dopo la fine del Covid, sarà possibile riportare i tifosi allo stadio?

«Lo stadio deve diventare il monumento da visitare della città. Io invito tutti i cittadini a vedere com’è adesso lo stadio di Valle Anzuca. Il 50% del nostro bilancio è stato investito unicamente per lo stadio. Vi assicuro che è un impianto straordinario, siamo gli unici ad averlo in Promozione. Lo abbiamo fatto così bello perché l’obiettivo è quello di far dire allo spettatore o al calciatore ospite: “Sono stati allo stadio di Francavilla: che meraviglia”. Chi viene a Francavilla deve ammirare non solo la bellezza della nostra città, ma anche quella del nostro stadio. Io spero di portare anche il Pescara calcio a fare qualche amichevole da noi o, se dovesse essere necessario il campo neutro, a farci una partita di campionato. Siamo orgogliosi di questo impianto perché rappresenta davvero una delle cose belle di questa città».

Presto si svolgeranno le elezioni per rinnovare il Comitato Regionale Abruzzese della LND. Ha qualcosa da dire alla dirigenza uscente e ai candidati?

«In questi due anni di rapporto con il Comitato Regionale devo esprimere la mia piena soddisfazione per il livello amministrativo e burocratico. L’Aquila si è dimostrata efficiente a ogni richiesta, e gli uffici hanno sempre soddisfatto le esigenze rappresentate. A livello dirigenziale devo dire invece che non ho mai visto nessuno, e soltanto adesso, con la campagna elettorale, si comincia a vedere qualche email. So di persone che si stanno muovendo per le deleghe, e questo non mi piace. Devo dire che, per come sono fatto io, avrei preferito più una telefonata, ma in ogni caso il mio voto sarà deciso insieme ai miei dirigenti e insieme ai miei tifosi. Io personalmente chiedo più vicinanza alle società e più trasparenza, più chiarezza su ciò che si vuole fare. E soprattutto cosa può fare il futuro Comitato Regionale per il settore giovanile e per il Francavilla Calcio».

Grazie presidente e auguri di Buon Natale a lei, ai suoi cari e alla sua squadra.

«Grazie di cuore, anche alla redazione e ai lettori di Abruzzo Calcio Dilettanti. Con la speranza che questo sia l’ultimo Natale in cui non è possibile abbracciarsi o stringersi la mano. Poi voglio rivolgere un augurio anche ai ragazzi che ci hanno lasciato: qualsiasi giocatore importante che in questo momento è fuori città ma vuole tornare a indossare la casacca del Francavilla, deve sapere che noi siamo pronti a fare grossi sacrifici per riaverlo con noi. Auguri a tutti».

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