Ripartire, si, ma come? E soprattutto, quando? Tanti sono gli interrogativi per il mondo del calcio dilettantistico a cui, per ora, non ci sono risposte concrete. La Serie D inizia a riprendere il suo corso, l’Eccellenza ci proverà, forse, ma non ci sono date certe. Ad analizzare la situazione, ai microfoni di Abruzzo Calcio Dilettanti, è il Direttore Generale della Renato Curi Angolana, Antonio Bucci. Il dirigente nerazzurro si è anche soffermato sullo start dei suoi nel massimo campionato regionale 2020/2021.

Problemi e soluzioni

«Nell’incontro avuto tra noi società e la LND Abruzzo, ci sono state esposte problematiche attuali e possibili soluzioni per una eventuale ripartenza. Ci continueremo a battere perché ok scegliere un format, ma prima ci occorre un nuovo protocollo. Senza di questo, basta un positivo nel gruppo squadra per far fermare una squadra almeno 10 giorni, senza allenamenti, senza gare, rischiando poi altri stop. Bisognerebbe sperare di non avere mai casi, ma non si sarebbe in condizioni di sicurezza. Inutile riprendere per poi fermarsi di nuovo. Serve un tetto limite di tesserati contagiati, ovviamente non con i numeri dei professionisti, però una cosa simile. Noi non abbiamo mai avuto positivi, ma siamo stati chiari, come società, con la rosa, dando direttive rigide e poi siamo stati accurati nelle regole. I ragazzi sono stati bravissimi ed esemplari, so che è una situazione pesante per loro».

Passato e futuro

«Nessuno nasconde che c’è voglia di ricominciare, però bisogna ragionare e credo sia meglio riprendere il più tardi possibile, quando le condizioni di sicurezza ci permetteranno la massima tutela. Si può finire anche a luglio, noi preferiremmo fare sia andata che ritorno. Ci rendiamo conto che se si riparte a marzo, sarebbe difficile rispettare il programma completo. Abbiamo speso tantissimo, credo che il lato economico sia pesante per tutte le società. Non sono richieste sprovvedute le nostre, abbiamo delle uscite per rispettare il protocollo ed è ovvio che preferiamo averle purché si tuteli la salute dei tesserati. I costi ci sono, non si possono nascondere. Vaccino? Per il calcio secondo me ci sarà da attendere, prima andranno portati a chi è più in difficoltà, come ospedali ed anziani».

La stagione

«Di questo campionato mi sono fatto un’idea ottima, secondo me è una Eccellenza bellissima. Tutte le squadre sono state realizzate con criterio, è il campionato più competitivo da quando è stato istituito. Non ho visto squadre materasso, tutti danno fastidio a tutti. Non do mai il nome di una favorita, è presto. Secondo me, comunque, Avezzano, Chieti e L’Aquila se la giocheranno fino in fondo. Sono realtà che anche in sede di mercato possono stravolgere le squadre. La Renato Curi Angolana ha iniziato con un buon ritmo, a volte abbiamo fatto meglio e a volte no. Sicuramente ci manca qualcosina nel conteggio dei punti. Siamo ambiziosi, lo abbiamo sempre detto, questa squadra è stata costruita molto bene, pensiamo ai vari Miani e Mucciante, ma anche a Casati, Ciarfella, Pompei, Buffetti e così via che già avevamo inserito negli anni scorsi».

Voglia di crescere

«Abbiamo ampi margini di miglioramento. Siamo il primo attacco dell’Eccellenza, ma bisogna crescere dal punto di vista dell’equilibrio, incassiamo tanti gol, siamo sbilanciati verso la fase offensiva, gli stessi ragazzi ne sono consapevoli. Penso a quella partita rocambolesca con i Nerostellati in cui abbiamo subito 3 reti in pochi minuti. Anche con il Casalbordino abbiamo impattato male un tempo, ma con i peligni c’è maggior rammarico perché potevamo vincere davvero. Molti dicono che i campionati si vincono con le difese, però non è questione di ruoli, ma di fasi di gioco. L’errore tecnico può arrivare sia da giocatori tecnicamente più dotati, sia dai più inesperti».

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