Collaborazione, giovani, famiglia. Sono i tre termini che riassumono la stagione della Pennese, vera e propria sorpresa nel girone C di Prima Categoria con un terzo posto che vale oro per come vi si è arrivati e per gli strumenti a disposizione. Dopo una pazza salvezza ormai 12 mesi fa, i biancorossi hanno messo in atto un miracolo vero e proprio, spodestando quelle squadre che tutti davano per favorite nella volata al podio del girone.

Ne abbiamo parlato con Luciano Procacci (in foto), Presidente dei vestini, che parte dal principio nel ripercorrere le varie tappe: «L’annata attuale della Pennese viene da lontano. L’anno precedente, arrivò una salvezza incredibile ai playout, con tante difficoltà societarie e di rosa, giungendo al termine con un organico ridotto notevolmente. A maggio di un anno fa decidemmo di prendere in mano la situazione lavorando 7 giorni su 7 sulle nostre idee. Spesa minima, rispetto a realtà che hanno investito il triplo, ecco perché abbiamo compiuto un miracolo». 

Tra i punti di forza, il Massimo Dirigente svela: «Devo riconoscere che gran merito è stato del Penne Calcio, con cui si è ricostruito un rapporto importante che non deve essere perso. Non so come mai prima si volesse viaggiare su strade diverse, ma nella nostra cittadina vedere questa collaborazione tra le squadre è importante. Conosco bene i Presidenti Vecchiotti e Pilone, noi siamo sempre a disposizione. Avevamo 5 elementi grazie a loro ed hanno disputato tutti 21 gare su 22. Spero che possiamo ripartire da questa collaborazione e vogliamo inserire altri 5 tasselli che vagano intorno al territorio e sono di proprietà della squadra di Eccellenza». 

Giocare insieme è essere uniti e compatti, Procacci mette in luce un altro aspetto importante: «Stavamo crescendo sempre di più, con una quadratura formatasi nel tempo. La Pennese conta su ragazzi ed amici che si aiutano in campo e fuori. In partenza, molti hanno speso il doppio di noi. In porta Agresta è di 3 categorie superiori, avevamo Jacopo di Martino che è stato anche al Teramo, Francesco Di Pietro a 23 anni stava mantenendo uno score realizzativo da urlo, più i vari Di Cerchio, Kiss e così via. È stato un lavoro certosino e nemmeno noi ci aspettavamo questi risultati». 

E sugli aiuti economici della Federazione il Presidente vestino pensa: «Non ho ben capito le riforme dei campionati, con la situazione che abbiamo possiamo solo ragionare in via straordinaria, non ordinaria, quindi una rimodulazione dei gironi può essere un incentivo. Non credo che l’aiuto vero sarà il prestito a tasso zero. Bisogna dare garanzie e soprattutto restituire quei soldi, sento di società che sono ancora arretrate con i pagamenti, per ovvie ragioni. È finita l’epoca di sponsorizzazioni pazze, credo che serva un altro tipo di aiuto federale. Almeno il 50% deve essere a fondo perduto, ma qui occorre un intervento del CONI». 

In chiusura un commento sulla ristrutturazione del vecchio campo Comunale di Penne: «Sabato sono stati lì, ho visto che ormai ci siamo sia per il terreno sintetico che per le tribune. In programma anche altri interventi. Ho parlato con un assessore, si vocifera di un bando per la gestione dello stesso impianto. Io spero che tutto possa finire in mano al Penne Calcio, che già ha fatto un gran lavoro al nuovo impianto di contrada Campetto. Ci hanno prospettato che continueremo a giocare al Colangelo, un lusso per come sarà tra qualche mese. Però non mi dispiacerebbe giocare al nuovo impianto comunale per far spazio al Penne 1920, sono molto legato ai ricordi dei biancorossi al Colangelo. Per il 20 giugno avremo 3 nuove pedine come concordato con mister Frasca per un totale di 27 elementi in rosa, di più non si può pretendere».