Dai grandi successi degli anni scorsi alle difficoltà dell’ultima stagione, una discesa inattesa quella del Paterno. I nerazzurri, ultimi in classifica in Eccellenza (dopo aver sfiorato più volte la Serie D nelle ultime sei annate), sono candidati alla retrocessione se verrà accolta la proposta del Comitato abruzzese. Tuttavia, ci potrebbero essere tutte le possibilità di rivedere subito in alto i marsicani.

Ne abbiamo parlato con il presidente nerazzurro Angelo Di Gregorio, che non nasconde: «Abbiamo vissuto una stagione complicata sotto tutti i punti di vista, difficile dire cosa non ha funzionato nello specifico. Siamo ultimi, con molta serenità accettiamo il verdetto del campo e guardiamo oltre. Ci si aspettava qualcosa di diverso, è vero, anche solo ripensando a ciò che abbiamo fatto nel recente passato».

E se non fosse tutto perduto? Di Gregorio lancia un importante segnale: «Per i motivi già detti, non possiamo essere una voce grossa nella diatriba sulle proposte per la chiusura della stagione, però il Paterno ha la chance di giocarsi il ripescaggio. Ciò è possibile perché, grazie a quel che abbiamo raggiunto di anno in anno, abbiamo una posizione di rilievo nella classifica dei ripescaggi. Ora dipenderà tutto da quante squadre serviranno per completare l’organico della prossima Eccellenza, ma anche la Federazione ci ha rassicurati. Nessuno fa tanti proclami per esternare le proprie mosse, ma i nostri tifosi possono stare tranquilli perché, a prescindere dalla categoria, noi vogliamo ben figurare».

Un occhio al futuro, inevitabilmente, tra la possibile attuazione del protocollo ed una ripartenza economica difficile per il mondo dello sport: «Certamente in primo piano c’è l’aspetto legato al protocollo, che deve essere applicato al dilettantismo e ciò preoccupa. Qui si vuol dare troppa responsabilità al medico sociale di una società, ma queste figure non sono inclini a prendersi carico di ciò. Ne parliamo senza sapere cosa accadrà, perché non è impossibile pensare ad un certo ammorbidimento delle norme a livello sportivo, dipenderà dalla curva del contagio e non solo. Poi c’è da prendere in esame il lato economico, con la FIGC che ci ha fatto capire l’intenzione di venire incontro alle esigenze delle società. Si può aprire davanti a noi una nuova strada, però partiamo con il dubbio, perché per gli sponsor sarà difficile rispettare le promesse e gli atleti dovrebbero comprendere il periodo che si apre, le richieste esagerate non servono».

 

Redazione Abruzzo Calcio Dilettanti