Dopo aver ufficializzato la sua candidatura alla presidenza della LND Abruzzo, Pasquale Rodomonti inizia a tracciare il percorso che porterà la sua lista alle elezioni, la cui data verrà svelata nei prossimi giorni. Lo fa parlando di alcuni aspetti inclusi nel suo programma, ma non tutti, e indicando le linee guida per far capire cosa può contraddistinguere gli uomini scelti. L’ex arbitro internazionale (Qui il suo profilo) ha dalla sua già rilevanti esperienze dirigenziali in rappresentanza dell’Associazione Regionale Arbitri e del CAN D e si mette a disposizione della sua regione. Rodomonti ha affrontato diverse tematiche ai microfoni di Abruzzo Calcio DIlettanti.

Rinnovamento

«Si chiude una fase per il calcio abruzzese e si apre un periodo fondamentale per il suo futuro, anche se avremmo voluto tutti che fosse diversa questa tornata elettorale. Mi manca il contatto con le persone, perché so che i moderni strumenti di comunicazione, internet e telefoni cellulare, non potranno mai rivelare la passione che metto e mettiamo in questo nostro impegno. Si parla di rinnovo dopo i quasi vent’anni di presidenza di Daniele Ortolano. Questo termine, da parte nostra, vuole indicare il miglioramento di ciò che si è fatto in precedenza. Tutto ciò che questo Comitato, se dovesse essere scelto, vorrà fare terrà senza ombra di dubbio conto di quello che è stato fatto negli anni scorsi, anzi, è il punto di partenza. Le parole hanno un peso, non dovranno restare tali e vogliamo concretizzare le nostre idee».

Ripartire dopo il Covid

«In primis, per agire, bisognerà analizzare categoria per categoria. Le necessità di chi fa l’Eccellenza non sono le stesse di chi fa la Terza Categoria. Vanno capite le esigenze che le società ci chiederanno, ma dobbiamo essere noi a far sì che ci sia questo contatto, non dobbiamo aspettare che ci cerchino loro. Aiutiamo i club, con i fatti, soprattutto durante e dopo una emergenza senza precedenti come questa, procedendo passo dopo passo. Per dire ad una squadra che si può ripartire con le attività, serve garantire la sicurezza, in campo e fuori. In attesa delle vaccinazioni, si deve procedere a sanificare tutti gli impianti, perciò l’impegno dovrà essere intanto di fornire sanificatori a chi gestisce le strutture, non alle singole società. Si pensi ad esempio a quelle realtà dove 4 squadre, se non di più, condividono un campo quotidianamente. Poi c’è il discorso tamponi, qui non si può sbagliare. Se, come Comitato, non si è in grado di sopperire alle spese, serve creare interazione con gli enti, con le associazioni di volontari e con la Croce Rossa per poter garantire lo screening. Si tratta di una strada che permetterà di risparmiare fondi e tempo. Se non ci sono le condizioni di sicurezza con queste fasi, non si può riprendere, è giusto non giocare pur di tutelare la salute di chi ci troviamo a rappresentare. Di fronte alle società dovremo sempre dire quella che è la realtà dei fatti, senza mai nascondere problemi e lacune».

Limare i costi

«Lo scenario attuale ci pone un argomento su cui molti hanno posto l’accento. Le squadre, tutte, hanno sostenuto già i pagamenti delle iscrizioni, chi in parte e chi nella totalità. Ora, vanno analizzate due situazioni. Chi ha giocato e giocherà, ovviamente, va incontro a spese incancellabili, come da regolamento. Però se la stagione, dopo una decina di gare, si conclude senza riprendere, non si può sostenere il pagamento di una annata di oltre 30 incontri, ma occorrono agevolazioni. Poi ci sono quelle società che non andranno in campo, nella peggiore delle ipotesi, che speriamo possa non concretizzarsi. Per chi ha pagato senza poter scendere in campo, allora sarebbe una beffa. Le somme vanno bloccate e destinate alla stagione successiva, oppure in caso di mancato versamento, questo va spostato. Non possiamo obbligare presidenti e dirigenti a spendere invano».

Ex arbitri nei comitati

«Vanno rispettate tutte le opinioni, siamo in un Paese democratico ed in una società civile, ma se mi affaccio a queste elezioni non è tanto per fare, bensì perché voglio mettere a disposizione di tutti le mie competenze e conoscenze. Però io voglio riallacciarmi a ciò che ci insegna la storia del calcio italiano e non solo, partendo da quel che è stato Artemio Franchi. Una figura simbolo, arrivato al vertice della FIGC e della UEFA e che era apprezzato a livello mondiale, partito proprio da arbitro, per chi ben ricorda. Oltre al fatto che da anni ci sono ex direttori di gara e designatori che rappresentano il vertice di comitati regionali, è il caso di Melchiorre Zarelli nel Lazio e di Luigi Repace in Umbria».

Il riassetto della LND

«I consiglieri saranno le armi vincenti della nostra squadra. Scelgo figure che hanno calcato i campi fino a non moltissimi anni fa, che sono presenti sul territorio e che possono creare una rete con tutte le società, dalla Terza Categoria all’Eccellenza, come per i club degli altri sport sotto l’egida della LND. Bisogna capire e rappresentare le esigenze di tutti e cercare concrete soluzioni, il Presidente della Federazione deve semplicemente coordinare il lavoro di un valido gruppo di cui si circonda. Il nostro progetto pone semplicemente tutti sullo stesso piano, tutto qui».

Il futuro prossimo

«Presenteremo la squadra dopo una tappa fondamentale. Il 9 ed il 10 dicembre, la LND riceverà dai comitati regionali le date e le sedi delle singole elezioni, dopodiché si procederà all’avvicinamento alle stesse. Quando parlo di consiglieri giovani, intendo dire che la lista avrà dalla sua elementi di valore, energici ed al contempo anche un po’ esperti: ad esempio, si pensi all’importanza di avere qualcuno che ha giocato a lungo, poi ha intrapreso per dieci anni la carriera dirigenziale e ora può mettersi a disposizione del territorio, una sicurezza direi. Avere rapporti già consolidati con i club è un fattore rilevante, essere noti nella propria zona rappresenta un punto di partenza fondamentale».

Il movimento regionale

«Non c’è solo il calcio a 11, certo, che però è il più praticato. Allo stesso modo, il futsal, il calcio femminile e non solo sono da considerare per far crescere l’intero movimento. Io mi ricollego sempre a chi ci sarà dietro, perché in ognuna di queste discipline deve esserci un rappresentante che sappia bene quali sono i pro ed i contro di ogni situazione, quali necessità hanno i tesserati ed i dirigenti, quali prospettive ci sono e dove migliorare. Bisogna destinarvi impegno e risorse, servono competenze e non solo nomi. Pensiamo al Calcio a 5, che molti ignorano e considerano di meno, e ricordiamoci che l’Abruzzo è salito sul tetto d’Europa nel recente passato e può tornarci, se c’è meno seguito, chi se ne occuperà deve agire per tenerlo in evidenza, senza cercare di progredire a fatica. Sottolineo che non mi riferisco a nulla in particolare se non al programma che abbiamo in mente. Idem per il calcio femminile, un movimento che sta facendosi strada sempre di più e che ha molte possibilità nella nostra regione, e così via».

La collaborazione con le istituzioni

«Noi abbiamo degli strumenti non rilevanti, di più. Cooperare con gli altri enti presenti è una forza in più per il Comitato che vorremmo rappresentare. Iniziamo dai rapporti con la Regione stessa, per poi passare alle Provincie ed ai Comuni, ma non solo. Abbiamo una rete universitaria che offre infinite possibilità, così come la scuola, così come altre associazioni. Ecco perché parlo di uno sviluppo governativo orizzontale, abbiamo tutti molto da offrire nei nostri campi e nei nostri territori».

Nicolas Maranca

Rubriche