Il 2021 è finalmente arrivato con il suo carico di incertezze e di speranze. Sarà migliore del 2020 appena archiviato? Ce lo auguriamo tutti, anzi: lo desideriamo tutti fortemente. Per chi come noi ha avuto la fortuna di nascere in Italia, di vivere e crescere in Abruzzo e di amare uno sport come il calcio, parole come incertezza e speranza fanno parte di quel bagaglio storico-sociale-culturale minimo richiesto per essere quello che siamo: abituati a tutto e al contrario di tutto, ma mai arrendevoli.

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Solo il vaccino sembra l’unica vera certezza dell’anno appena cominciato, perché neanche sulla ripresa della scuola e dei campionati dilettantistici esiste ancora una presa di posizione chiara. Scuola e calcio dilettantistico. Chissà perché mi viene spontaneo abbinare due elementi così fondamentali per la formazione dei giovani. Forse perché entrambe le attività permettono ai futuri cittadini di crescere nella consapevolezza che occorrono conoscenza e cuore per cogliere le opportunità del futuro? O forse perché chi ha già avuto la fortuna di essere nato in una terra come la nostra non può pretendere che tutto vada sempre per il meglio? A qualcosa dobbiamo pur rinunciare per meritarci questa bella fortuna, o no?

E allora la proposta è semplice: rinunciamo alle divisioni, ai campanili, ai rancori, alle bugie, alle false liturgie che accompagnano i nostri schemi mentali ogni qualvolta bisogna prendere una decisione importante. Questo nuovo anno ci costringa a viaggiare insieme verso un unico obiettivo: salvare il calcio vero, quello che si gioca nei nostri paesi spesso abbandonati, ma dove ai giovani non dovranno mai essere negati una scuola e una squadra di calcio. Il futuro Comitato Regionale della LND dovrebbe impegnarsi a promuovere l’adozione, da parte delle società di Serie D regionale e di Eccellenza, ma anche delle più strutturate di Promozione, delle squadre che, a causa della pandemia, non hanno più la forza di ripartire. Non sono molte: è uno sforzo accettabile. Forse riunirle attorno a un tavolo non è sufficiente, ma in una stanza delle riunioni sì. Il Comitato potrebbe coordinare le azioni sostenendo le spese delle iscrizioni, le società interverrebbero anche con il loro personale e il loro know how. Facciamo in modo che nessuno resti indietro, e che a gennaio, o a febbraio, o a marzo o quando sarà, tutti i campionati dilettantistici possano essere riavviati.

Per il 2021 facciamoci un regalo tutti quanti: facciamo in modo il calcio dilettantistico abruzzese diventi un faro, una testimonianza. Un caso nazionale. E che gli occhi e il cuore di tutti i dirigenti e di tutti i tifosi tornino a colmarsi della bellezza del calcio giocato.

Buon viaggio a noi tutti.

Luigi Di Fonzo

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