I numeri fanno la differenza. Sono elementi che permettono di capire quello che una squadra può fare. Si prenda come esempio la prima parte di stagione dei Nerostellati, in Eccellenza. 7 partite giocate, 13 punti ottenuti, 10 gol segnati e 6 subiti. Altro dato, 4 dei 10 centri messi a segno sono arrivati dopo l’87’ ed hanno portato ben 7 punti. Un dato chiaro, che dimostra che i peligni sanno crederci fino in fondo e che sono la vera mina vagante di questo campionato. A proposito di numeri, ben 6 reti portano la firma di Manuel Spadafora, che adesso insidia i piani alti della classifica marcatori.

Identikit di un talento

Spadafora, classe 1994, è nato a Popoli ed ha intrapreso la strada del calcio fin da piccolo con le giovanili del Pescara. Nel 2014/2015 l’esperienza al Savona, in Lega Pro, con 16 partite ufficiali e 3 gol. Poi le 7 apparizioni nel Bassano. Desideroso di dimostrare il suo talento, Spadafora passa in Serie D e firma con la Virtus Castelfranco, segnando 10 volte in 25 presenze nel 2015/2016. Poi stesso bottino in 30 apparizioni al Verbania e 6 centri in 20 presenze al Bra. Pro Dronero e San Marino hanno avviato l’attaccante al ritorno in Abruzzo la scorsa estate. In principio c’era stata la firma con l’Avezzano, ma i noti cambiamenti avvenuti in itinere lo hanno portato via dai biancoverdi ed ecco la chiamata dei Nerostellati.

La forza dei pratolani

«Credo fermamente che siamo un gruppo forte», dichiara l’attaccante ad Abruzzo Calcio Dilettanti dopo il 2-1 sul Capistrello nel turno infrasettimanale, «Queste gare portate dalla nostra nel finale sono un segnale del nostro carattere, a suo modo unico. I recuperi e le rimonte fanno capire che i Nerostellati sanno tenere testa a tutti fino in fondo». 

L’avvio da imbattuti in campionato

«Non mi aspettavo sicuramente questi numeri dopo 7 giornate», analizza Spadafora, «Ho vissuto poco questa realtà negli anni scorsi, ma dati simili credo ci siano stati solo l’anno del salto in D. C’è competenza da tutte le componenti qui, la società ci è vicina in ogni momento, lo staff tecnico ci sprona sempre con la massima dedizione e noi abbiamo un organico di rilievo a mio avviso. Chi viene da noi, per far punti deve lavorare sodo. A volte siamo entrati poco duri in campo, ma siamo stati bravi nel farci valere. Fin qui non abbiamo incontrato tutte le big del girone, è vero, però la continuità della squadra deve essere un segnale anche per quelle gare che sono più impegnative».

Il campionato

L’attaccante entra nel dettaglio del girone di Eccellenza: «Sicuramente la sorpresa maggiore è Il Delfino Flacco Porto nelle parti alte della classifica. Anche ciò fa capire la caratura di questo campionato. L’Aquila non necessita di presentazioni, è la più completa delle venti squadre avendo praticamente dalla sua due formazioni. Se non segna Miccichè, che è il loro miglior marcatore, dietro ci sono altri pronti a farlo. Anche quando perdono squalificati ed infortunati, sanno come sopperire con elementi che sono degni di questa categoria ed oltre. Poi c’è il Chieti, che ha un gran bell’organico ma che non ha avuto fortuna nei primi turni. Attendo la sfida con l’Avezzano, voglio prendermi una rivincita personale. Ora, però, sta a noi non crearci le difficoltà, dobbiamo proseguire così. Ovvio che temo un nuovo stop del calcio, per chi ci vive sarebbe un danno incalcolabile. Noi siamo attenti a rispettare tutti i protocolli, serve cura e prevenzione».

Una squadra, una famiglia

In chiusura, Spadafora parla del gruppo creatosi ai Nerostellati: «Parto dall’aspetto tecnico. Metà di questa squadra è stato il traino degli anni scorsi, raggiungendo grandi risultati. Se si analizzano i giocatori individualmente, spiccano elementi che sono anche un lusso per l’Eccellenza. Mazzaferro ha talento, per la sua età è uno dei migliori sia a livello tecnico che caratteriale. Da non dimenticare Del Gizzi, uno dei punti fermi, Cissè, Di Ciccio, il portierone Di Girolamo e tutti gli altri. La società dimostra maturità, dando la possibilità di avere un progetto continuo nel corso del tempo. Il mister ha un feeling importante con noi, riesce a trasmetterci tutto ciò che vuole con abilità. Io sono di Raiano, con i miei compagni passo gran parte della giornata dentro e fuori dal campo, mi sento praticamente a casa, questa maglia me la sento addosso. Siamo una squadra fatta di elementi cresciuti nel circondario, sfido chiunque ad avere queste condizioni in Eccellenza. Se sono qui, non si può nascondere, è per la voglia che aveva il Direttore Zavarella di avermi ai Nerostellati e non ho saputo dire di no, possiamo davvero dire la nostra pensando in primis alla salvezza e poi a toglierci le dovute soddisfazioni». 

Nicolas Maranca

 

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