L’ok della Federcalcio su una possibile ripresa dell’Eccellenza fa riflettere i singoli club. Tanti i temi al centro dell’attenzione, in attesa delle disposizioni della LND che il 10 marzo dovrà lavorare sui format e sul protocollo. Ai microfoni di ACD è intervenuto il Presidente dei Nerostellati Silvio Formichetti. 

Affermato artista abruzzese, tra i più noti nel panorama regionale, Formichetti è in carica dalla scorsa estate, quando ha preso le redini del club pratolano dopo anni di vicinanza al club stellato. Subito si è ritrovato a gestire una realtà sportiva in un momento difficilissimo, con uno start invidiabile in Eccellenza. I Nerostellati, infatti, prima dello stop erano a 0 sconfitte, score mantenuto solo da L’Aquila e Il Delfino Flacco Porto dopo 7 giornate.

Un grande rischio

«Per quel che mi riguarda, vedo una situazione un po’ troppo strana. Con un Paese nuovamente avviato verso chiusure importanti, alcune già ci sono state, perché dovremmo ricominciare noi dilettanti? Far ripartire l’Eccellenza, come le altre categorie, comporta dei rischi enormi, senza sapere chi pagherebbe nel caso di focolai e di fronte alle ingenti spese sanitarie, ma per un attimo lascio da parte l’aspetto economico e penso a quello umano. In primis il rispetto della persona, dell’uomo, dei padri di famiglia. Secondo me non sono stati valutati i rischi di riunire gruppi squadra, con trenta persone di nuovo insieme il rischio contagio è altissimo, la D ce lo testimonia».

Responsabilità umane ed economiche

«In qualità di Presidente dei Nerostellati io sono il primo responsabile di quel che accade alla mia società e ai miei tesserati. Vengono prese delle decisioni, inutile farlo mettendo in bilico la posizione di chi non vuole riprendere. In uno stesso club possono esserci pareri opposti sulla situazione, ma chi ci rimette, in qualità di responsabile legale, è sempre il Presidente. Abbiamo tutti voglia di tornare a vivere le nostre domeniche, ma non me la sento di mettere a rischio la salute di dirigenti e atleti. Se mi venissero a dire ufficialmente che si ricomincia, io ci penserei su due volte, non me la sento di dare il mio ok. Non è una visione egoistica, è una visione umana. Accedere agli impianti, poi, comporta spese fisse per le strutture, ma anche rimborsi per custodi, dirigenti ed atleti. Questa gente chi la paga? Forse non è chiaro che per noi società sarà impossibile andare a chiedere altri fondi agli sponsor, c’è una crisi senza precedenti. Ma è già tanto se si arriverà a parlare di livello economico, dobbiamo capire prima chi vorrà davvero rischiare in prima persona».

La ripartenza vista dai Nerostellati

«Come in ogni società sportiva, la voglia di ricominciare è immensa. Ormai è un anno che siamo fermi, anche se poi siamo ripartiti per un paio di mesi. I giocatori, chiaramente, dicono che se ce n’è l’opportunità sono disponibili a tornare in campo, ma sarebbe impossibile non comprenderli. Ovvio che poi queste opportunità devono essere valutate».

Analizzare il momento

«Penso al mio lavoro di artista, alle difficoltà che il mio settore vive da un anno a questa parte, alle zero mostre consentite, alle opere, tantissime, non vendute. Allargo questa visione a tutti i settori gravemente colpiti dalla pandemia, partendo dalla cultura e arrivando alla manifattura, alle industrie e così via. Penso agli attacchi ricevuti quando io e Vittorio Sgarbi, a debita distanza l’un dall’altro, camminavamo insieme a Sulmona di sera senza mascherina, in una città in quel momento deserta quindi in una condizione di assoluto isolamento rispetto ad altri. E poi, invece, non si dice nulla sugli assembramenti fatti in zona rossa, su quello che vediamo ogni giorno nelle piazze, di fronte ad uno scenario sanitario più che preoccupante. Anzi, si permette di far ricominciare i dilettanti, favorendo la costante vicinanza di 20/30 persone ogni giorno, se i partecipanti a queste categorie vengono identificati con questo termine e non con la parola “professionisti” ci sarà un motivo».

Dilettantismo di alto profilo

«Il dilettante fa quel che fa per divertimento, non siamo calciatori e dirigenti di professione, è una seconda attività e a casa, oltre ad un primo lavoro, abbiamo la responsabilità di tutelare la nostra famiglia. Una persona che ama lo sport e ama praticarlo, lo fa per conto suo senza problemi, io sono uno di quelli che amano concedersi alle attività sportive. Sono nuovo in questo mondo, come ben noto. Mi hanno scelto come Presidente perché sono sempre stato radicato sul territorio e per quello che rappresento con la mia professione, mi appassiona il calcio, ma in questi mesi sto sentendo delle cose che mi fanno capire quanto è strano tutto il contesto. Fare l’Eccellenza comporta spese altissime, anche per quelle società che non hanno il blasone delle grandi. Si può lavorare in un certo modo con una stabilità economica, senza di essa, si mette a repentaglio tutto. Lo sport non va tenuto in disparte, ma oggi è il momento di confrontarsi con la realtà».

Tutele economiche

«Ho seguito le vicende della giornata di ieri. Blocco delle retrocessioni? Ora come ora io bloccherei proprio il campionato valutando il futuro. Io l’accento lo metto sul discorso dei sostegni alle società. Non ci sono risposte certe, anzi, al momento tutti dicono “si valutano rimborsi”, non si sa nemmeno se ciò accadrà. Noi società ci troveremmo davanti un protocollo che richiede ingenti spese, dobbiamo sapere dove attingere per una eventuale ripresa. Faccio il nostro esempio. I Nerostellati non giocano e non si allenano a Pratola, ma in un paese vicino. Andiamo a sostenere le spese dell’impianto e in aggiunta ecco i tamponi. Ogni tampone ha il costo, parrebbe, di 7-8 euro. Moltiplichiamo la cifra per un minimo di 25 persone per volta, per un giorno a settimana, se non due quando si gioca l’infrasettimanale, e capiamo che la cifra diventa intollerabile. Apprezzabile il lavoro del Presidente Memmo, che sta cercando di meditare tra le parti. Il suo discorso di divisione delle spese apre uno scenario interessante, ben venga la cooperazione tra tutte le parti, però le società vengano agevolate in altre spese».

Nicolas Maranca

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