Vivere la quotidianità del calcio dilettantistico portando avanti una linea societaria sempre coerente e ricca di spunti di interesse. Il New Club Villa Mattoni è da anni sulla bocca di tutti gli addetti ai lavori per l’abilità nel portare dalla sua sempre più giovani e per il puntare sul prodotto locale e territoriale. Un qualcosa che continua a dare i suoi frutti anche nel secondo anno consecutivo di Promozione. Inserita nel girone B, la compagine vibratiana ha prima dato del filo da torcere al Mosciano in Coppa Italia, per poi espugnare l’ostico “Ughetto Di Febo” di Silvi con un risonante 3-0.

Riparte da qui il Presidente del sodalizio rossoblù Pier Paolo Di Feliciantonio, che dichiara: «Mentirei nel dire che eravamo convinti di partire così bene a Silvi. Non ce l’aspettavamo, questo successo ci porta una bella iniezione di autostima. I ragazzi sono rimasti sempre concentrati nelle ultime settimane, nonostante il periodo impegno e dedizione non sono mai mancati. La vittoria è il frutto del lavoro unidirezionale del mister e della squadra, quando si va tutti nella stessa direzione non si sbaglia. La cosa che colpisce è che abbiamo saputo anche soffrire poco, un punteggio così netto è assolutamente sorprendente ma testimonia che ci siamo».

Si guarda avanti e domenica c’è il derby con la Nuova Santegidiese, così visto dal massimo dirigente: «Non ci sono dubbi sul fatto che sarà una bellissima partita. Purtroppo, la larga diffusione sul nostro territorio del Covid-19 ci limita, non dandoci la chance di aprire le porte al pubblico. Viene meno una componente importante, ahinoi, ma la sicurezza è la priorità. Ci troveremo di fronte una delle squadre più attrezzate per restare in alto fino in fondo. Attenzione, però, perché subito dopo ne arriverà un’altra, vale a dire il Fontanelle».

Il New Club Villa Mattoni è ripartito da mister Fanì: «Essendo una società giovane, ci eravamo detti di volere una figura esperta per far da traino sia a noi dirigenti che alla squadra. Una figura come quella di Fanì faceva al caso nostro e non potevamo esimerci dal confermarlo. Parliamo di un uomo di sport che ne ha vissute tante, conosce i limiti di un atleta, di una squadra e le difficoltà che si possono incontrare. Lui sa in quale direzione andare, conta questo e la squadra risponde benissimo ai suoi dettami».

Sul nuovo format dei gironi e sul campionato di Promozione ecco il pensiero di Di Feliciantonio: «Una stagione nata strana e che continua ad esserlo. Ci interroghiamo ancora su quali potranno essere i format della post season, sul meccanismo di playoff e playout. La cosa certa è che, essendoci meno squadre rispetto al passato, in ogni girone si potrà sbagliare di meno. Il minimo errore è un rischio elevato per chiunque».

Convivere con il Covid-19 in piena emergenza non è semplice, anche pensando all’attualità della situazione in Val Vibrata. Il Presidente racconta: «Tutto ci si presenta con notevoli difficoltà di gestione. Non è semplice lavorare con tutte le misure previste dal protocollo, facciamo cose mai fatte prima ed oltre al timore di questo nemico invisibile c’è anche la paura di commettere errori. Dura anche convincere gli atleti a rischiare per la propria salute e quella dei propri cari per giocare a calcio. Ci dobbiamo convivere, lo sappiamo, ma parliamo di un qualcosa molto più grande di noi. Poi con l’attività della Juniores ci troviamo a gestire svariate situazioni quotidianamente, dobbiamo essere bravi a controllare tutto. C’è un grande dispendio di energie fisiche, ma soprattutto mentali».

In chiusura, l’analisi di Di Feliciantonio di un progetto portato avanti sempre a testa alta: «Il New Club è una realtà piccola rispetto ad altre, ora abbiamo un anno di esperienza in più in Promozione e conosciamo il campionato. Poi contiamo sull’apporto del mister, con cui ci confrontiamo quotidianamente. Non è stato un mercato fatto di grandi nomi, ma continuiamo a puntare sui giovani e sulla territorialità, l’atleta che abita più lontano dalla nostra struttura è a 10 chilometri, non a Teramo o in qualsiasi altro posto. Si fa di necessità virtù, bisogna investire sui giovani e programmare mano a mano. Noi lo facciamo da anni, rinnovandoci sempre con gli under. La cosa che ci piace sottolineare è l’avere un solo giocatore in prestito, mentre tutti gli altri sono di nostra proprietà. Per una società dilettantistica, nel mondo di oggi, è un fattore di cui andare orgogliosi».

 

Nicolas Maranca