Uno scenario che ci si attendeva diverso alla vigilia delle festività, invece lo sport dilettantistico e di base è fermo e non sa se e quando si riprenderà. Situazione difficile anche per chi voleva vivere una stagione ad alti livelli, come il Mosciano. Ne parla, ai microfoni di Abruzzo Calcio Dilettanti, il tecnico Riccardo Bogliari, che analizza anche l’avvio di campionato dei suoi.

Il Mosciano di inizio stagione

Teramani inseriti nel girone B di Promozione e subito all’inseguimento della capolista Nuova Santegidiese. Il Mosciano è secondo con 7 punti in 3 gare giocate, una in meno dei vibratiani. Dopo l’1-1 interno con il Fontanelle, i giallorossi hanno centrato due successi in extremis contro Mutignano e San Giovanni Teatino, entrambi 2-1.

La ripresa

«Non abbiamo idea di quel che potrà accadere, la situazione è in evoluzione. Con la società non abbiamo analizzato ancora lo scenario di una possibile ripartenza e credo sia un qualcosa di difficile per tutti. Al momento abbiamo lasciato ai ragazzi delle schede per degli allenamenti individuali. Se non si mette in atto un protocollo adeguato alle nostre categorie, diventa davvero difficile pensare di rischiare e non è detto nemmeno che questo basti. Se poi la situazione generale migliora e ci si può affidare a delle misure più flessibili, ma con garanzie, allora è diverso, ma ad oggi la realtà è diversa».

Fronteggiare il Covid

«Il periodo prima dello stop non è stato semplice. Noi abbiamo avuto un positivo e ci ha bloccati nelle nostre attività, ma era inevitabile, tutti i tesserati hanno voluto attendere il proprio tampone perché non c’è solo il campo, ma anche una vita lavorativa»

Lontananza dal campo

«Manca tantissimo la quotidianità dei nostri campionati e delle nostre attività. Per noi che pratichiamo il calcio per pura passione, stare così lontani è una mancanza assurda. C’è nostalgia dei momenti con i ragazzi, dei pregara, dei momenti di incontro con la dirigenza, l’adrenalina del match domenicale. Da casa ci aggiorniamo, certo, però è sempre il campo che rappresenta una componente essenziale».

Il girone

«Il campionato è molto equilibrato e credevo che il covid avrebbe messo in difficoltà molte squadre. Invece devo dire che tutti si sono mossi al meglio. C’è un gruppo di otto squadre ben bilanciato. La Nuova Santegidiese e il Fontanelle, soprattutto dopo l’acquisto di Di Sante, sono quelle più attrezzate. Poi ci sono altre squadre che sanno creare ostacoli a tutti. Difficile fare un pronostico. Noi sappiamo di avere una buona squadra, non ci siamo mai posti un obiettivo fisso. Vogliamo sempre giocarcela alla pari, poi dipenderà da quanto saremo bravi da qui alla fine. In un campionato così corto, conta la continuità».

De Rosa

«Da avversario l’ho sempre temuto, i numeri della sua straordinaria carriera parlano per lui. Ero curioso di vederlo quotidianamente, sono rimasto davvero colpito di avere a disposizione un vero professionista. Non salta mai un allenamento, cura l’alimentazione e tante altre minuziosità che lo rendono unico. Poi la domenica è impressionante, è capace di farsi trovare al posto giusto al momento giusto, se alla sua età fa ancora così paura, vuol dire qualcosa».

Calciomercato

«Non ne abbiamo parlato in società. Abbiamo una rosa ben costruita a mio avviso, ci siamo soffermati sul fare un acquisto per reparto mantenendo il 90 per cento della rosa della scorsa annata. A livello numerico non abbiamo la coperta corta, tant’è che poi tutti i giocatori in rosa sono candidabili titolari. Sono molto contento della macchina a disposizione».

L’augurio prefestivo

«In primis auguro a tutti Buon Natale. Poi credo che l’augurio più bello che possiamo farci è di tornare presto in campo. Ai tifosi un pensiero particolare, in particolare ai nostri, perché vogliamo rivederli presto al Rodi per raggiungere grandi obiettivi insieme».

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