Un volto noto nel panorama regionale, una figura che in molti vorrebbero sulla propria panchina quest’oggi. La sfortuna, però, di incontrare il momento più difficile con la pandemia tiene ai box Michele De Feudis. Ex tecnico di Notaresco, Montorio ’88, Calcio Giulianova ed ex vice allenatore del Teramo, ha vissuto l’ultima esperienza al timone di una squadra allenando il Nereto. C’è da attendere per tornare protagonisti e De Feudis è carico per farlo e racconta il momento attuale ai microfoni di Abruzzo Calcio Dilettanti, analizzando a 360 gradi la questione ripresa e il campionato di Eccellenza.

Una quotidianità diversa

«Dopo l’esonero di Nereto dello scorso anno, vivo un momento di pausa. Non ho ricevuto proposte per allenare, non lo nascondo. La situazione attuale, tra Covid e vicissitudini varie, mi porta a pensare che ormai anche quest’anno sia andato, visto che se si riprenderà ciò accadrà a febbraio o marzo. Poi non si sa mai, tutto può accadere e io sono pronto a valutare ogni opzione. Non so se poi, se si dovesse fare il solo girone di andata, qualcuno sia disposto a cambiare tecnico».

L’Eccellenza

«Quest’anno credo che il girone di Eccellenza abbia toccato un livello più alto rispetto alle precedenti stagioni. C’è maggiore competitività, ci sono squadre molto blasonate. Penso a Chieti, L’Aquila, Avezzano, che lo scorso anno sarebbero state un lusso. Se l’ultima stagione vedeva un certo equilibrio dai playoff in giù, oggi abbiamo quelle tre che fanno paura, anche se qualche ostacolo soprattutto neroverdi e marsicani lo hanno incontrato».

Griglia di partenza

«La favorita per me è L’Aquila, sotto molti punti di vista non ha eguali. Ho visto l’Avezzano, che mi ha fatto una discreta impressione, ma la squadra di Cappellacci riparte con un piede avanti. Ora c’è l’incognita della ripresa, quando avverrà potrà verificarsi una sorta di ridimensionamento dei valori delle varie squadre. L’assenza di preparazione per qualche mese influirà, senza dubbio, non è semplice doversi fermare per poi riprendere rapidamente».

Il Nereto

«Hanno costruito una discreta squadra, poi hanno una gara in meno rispetto alle altre e possono recuperare ulteriore terreno. Difficile dire dove potranno arrivare, anche perché valutare il rendimento di una squadra basandosi solo su una manciata di gare alle spalle non è l’ideale».

La ripresa

«Stando a ciò che vedo, l’incertezza la fa da padrone. Tutti vorranno riprendere al più presto, ma in queste categorie è difficile contenere a pieno il contagio. Poi c’è chi lavora oltre a far calcio, non stiamo parlando di fare l’allenatore o il calciatore di professione. Secondo me bisogna essere cauti, per fine gennaio non sarei così convinto che le nostre squadre possano tornare in campo».

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