L’ex calciatore Maurizio Tacchi (in foto), ammirato tra i professionisti con le maglie di Chieti, Teramo e Ravenna (giusto per citarne alcune) e attualmente vice allenatore di Andrea Camplone sulla panchina del Catania, in questo periodo complicato ha scoperto una nuova passione: l’allenamento one to one, che mira a sviluppare e potenziare le abilità tecniche dei giovani calciatori.

«L’allenamento one to one è un progetto che seguo e che va di pari passo con il mio ruolo di vice allenatore. A titolo di amicizia, molti mi chiedono di contribuire alla formazione individuale dei loro ragazzi. È nato tutto per gioco ma ti posso assicurare che questo tipo di allenamento si sta fortemente sviluppando. Quindi ho pensato di approfittare di questo periodo di stop generale per farlo diventare un’esperienza a 360 gradi. È un’idea. Viste le problematiche legate al virus, che costringe i ragazzi a non poter svolgere allenamenti di gruppo, se gli stessi vogliono fare attività fisica possono farlo a livello individuale. Quello che mi dà più gioia è vedere miglioramenti nei ragazzi e la possibilità di creare rapporti extra-calcistici con loro».

Maurizio Tacchi spiega nel dettaglio di cosa si tratta: «L’allenamento one to one è un tipo di esercizio individuale volto a migliorare sensibilmente il gesto tecnico del singolo. Prima andava ad integrare l’allenamento di gruppo fatto in settimana, invece adesso può diventare una consuetudine, data l’impossibilità di lavorare collettivamente se non in piccoli gruppi. È un allenamento – continua l’allenatore in seconda del Catania – che dipende anche dall’età dell’atleta: fino agli esordienti si fa più un discorso ludico e coordinativo, inerente alle gestualità del calcio come il rapporto con la palla, il modo di poggiare il piede e le capacità di coordinazione con l’inserimento del pallone. Andando avanti (ad esempio i giovanissimi) si parla più di gesto tecnico legato al ruolo ricoperto in campo. Ovviamente l’allenamento one to one ha uno scopo integrativo e non formativo, poiché non sostituisce quello che fa l’allenatore in campo».

L’ex giocatore del Chieti si sofferma anche sui benefici: «È un allenamento che dà dei risultati perché permette ai ragazzi di migliorare tecnicamente: si concentra sul gesto tecnico in sé, ad esempio per colpire bene la palla di piatto o di collo è necessario avere alcune conoscenze di base come il modo in cui si posiziona il piede, l’oscillazione delle braccia e cose così. Come suggerito dal nome, è un allenamento specifico per ogni ragazzo perché ognuno di loro ha capacità diverse e un livello di partenza che va migliorato con il tempo. È fondamentale anche a livello sociale per il rapporto che si instaura».

Tacchi dà qualche consiglio per i più piccoli che si approcciano al mondo del calcio e sognano un giorno di diventare dei professionisti: «Alla base di tutto c’è e deve esserci sicuramente la passione che è la base di qualsiasi cosa si voglia fare nella vita: senza è difficile realizzarsi. Anche per me rivestire questo ruolo è una passione perché mi piace tanto farlo. Fare allenamento one to one è importante in termini di resa e costanza poiché negli allenamenti collettivi, lo stesso gesto tecnico che il ragazzo compie 10 volte individualmente, in gruppo magari lo fa solo 4/5 volte».

E un suggerimento anche per i genitori dei piccoli atleti: «A volte noi genitori pensiamo a cosa possa essere meglio per nostro figlio ragionando con la nostra testa e non immedesimandoci nella loro. Io dico che, invece, dobbiamo fidarci di loro e lasciargli fare tutte quelle esperienze che li possano aiutare nella crescita. È giusto che ogni ragazzo viva la propria età senza troppe interferenze da parte del genitore».