Momenti di riflessione e di attesa per il futuro per le squadre dilettantistiche, che non sanno ancora quando potranno tornare in campo.Marco Blasioli, presidente del Manoppello Arabona, interviene ai microfoni di Abruzzo Calcio Dilettanti per dire la sua analizzando anche il percorso dei pescaresi. Prima dello stop, il club aveva raccolto un punto nelle tre partite disputate nel girone E di Prima Categoria, frutto di due sconfitte iniziali con Casalincontrada (4-0) e Tollo (2-3) e di un pareggio a reti bianche con il Popoli.

La stagione fino allo stop

«È stato davvero ingestibile preparare le partite con l’incognita virus dietro l’angolo. Abbiamo una squadra giovanissima che è partita male ma nella terza gara a Popoli ci ha dato il primo punto, dimostrando di avere talento. Sarà sicuramente un anno di sacrifici e bisognerà incoraggiare giocatori e mister Alessio Di Meo, che è alla prima esperienza in panchina. Siamo convinti che alla ripresa del campionato i nostri ragazzi troveranno la giusta carica per dimostrare di essere un gruppo competitivo».

Il momento attuale

«La situazione è critica per tutti i settori. Come sempre nello sport la lente d’ingrandimento è tutta puntata sui professionisti, i quali hanno disponibilità finanziarie per garantire sicurezza ai loro tesserati. Invece le piccole associazioni come la nostra in cui si fa del volontariato per garantire l’avviamento allo sport a tanti giovani, non hanno purtroppo le giuste risorse economiche oggi indispensabili per un’adeguata difesa dal contagio. Ci stiamo attenendo rigorosamente alle direttive ministeriali e federali, esponendoci spesso alle critiche dei calciatori e delle loro famiglie che giustamente si lamentano della confusione che le ultime disposizioni hanno generato sul calcio dilettantistico. Abbiamo una procedura interna per la gestione di tutte le attività sportive presso le nostre sedi. Usiamo un’applicazione che ci consente di monitorare in tempo reale la tracciabilità dei nostri ragazzi e dello staff tecnico. Siamo stati molto rigidi, esigendo il rispetto del protocollo sanitario e non consentendo l’accesso a chi non rispetta le direttive».

Stop agli allenamenti di squadra

«È fondamentale garantire ai ragazzi almeno due allenamenti settimanali all’aperto (sempre rispettando le distanze ed evitando gli assembramenti) ed un allenamento online da svolgere direttamente da casa con la supervisione di un mister, usando le piattaforme tecnologiche».

Aiuti economici

«Gli aiuti economici agevolano esclusivamente le società professionistiche che hanno dipendenti e maggiori risorse per reagire. Le ASD, almeno nella maggior parte dei casi, non hanno nessun dipendente e si avvalgono dell’operato di tanti volontari che prestano servizi gratuitamente, spesso non recuperando neanche le spese della benzina. Auspichiamo di poter recuperare almeno una  parte degli importi spesi per assicurazioni, iscrizione ai campionati e tesseramenti. Il calcio professionistico deve assolutamente aiutare quello dilettantistico altrimenti i vivai smetteranno di far crescere talenti».

Il futuro del calcio dilettantistico

«È sempre stato difficile gestire una società, che non è fatta per avere utili o fini di lucro ma svolge sul territorio una funzione sociale prima ancora che sportiva. Ora diminuiscono le sponsorizzazioni a causa delle pessime condizioni economiche e della pandemia. Le famiglie hanno sempre più difficoltà nel pagare le rette della scuola calcio. Le istituzioni non hanno fondi da affidarci ed il costo di gestione degli impianti risulta proibitivo senza l’intervento degli enti territoriali. È triste sentire le cifre da capogiro relative a diritti TV – che in realtà crescono con la chiusura degli stadi – e agli stipendi dei calciatori di Serie A».

Stop alle attività giovanili

«Un’intera generazione di ragazzi rischia di ritrovarsi penalizzata. Un periodo lungo di inattività farà diventare i nostri giovani calciatori sempre più pigri. Occorre formare uno staff tecnico in grado di motivare psicologicamente i ragazzi, sempre più fragili mentalmente e meno dotati sulla motricità di base».

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