Da una parte l’aumento dei contributi alle associazioni dilettantistiche e alle società sportive, dall’altra lo studio di una convenzione con la Lega Nazionale Dilettanti per realizzare uno screening costante sui calciatori così da tutelarne la salute. Questi gli impegni annunciati da Guido Quintino Liris (nella foto realizzata dal suo staff), assessore allo Sport della Regione Abruzzo e stimato dirigente medico del Dipartimento di Prevenzione della Asl n.1.

Mai il calcio dilettantistico aveva vissuto un periodo così difficile in passato, e l’appello lanciato dal patron della Virtus Ortona, Rudy D’Amico, che ha chiesto al Comitato regionale Abruzzo della Lega Nazionale Dilettanti e alle istituzioni pubbliche misure di sostegno efficaci per contrastare il Covid-19, forse ha trovato una risposta. Per le società di calcio dilettantistico le spese legate alla sanificazione degli impianti, all’acquisto di dispositivi di protezione, di igienizzanti, oltre ai costi di test sierologici e tamponi urgenti per verificare la positività di calciatori, tecnici o collaboratori, stanno rappresentando una voce di bilancio molto onerosa. Spese che non tutti possono permettersi, se non con l’aiuto di sponsor e istituzioni.

L’unico sostegno attualmente in vista è quello offerto dalla Regione Abruzzo attraverso la legge regionale numero 20/20, che porta la firma dell’assessore allo Sport Guido Liris. È a lui che Abruzzo Calcio Dilettanti rigira dubbi e incertezze sul futuro degli sport di base espressi da numerosi dirigenti sportivi.

Assessore Liris, il 30 settembre scorso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare la legge numero 20 del 31 luglio 2020 della Regione Abruzzo in materia di sport e impiantistica sportiva, in quanto le norme contenute negli articoli 5, comma 2, e 6 prevedono coperture finanziarie non idonee. Può spiegare in poche parole cosa prevede la legge 20 a favore del calcio dilettantistico e se la Regione Abruzzo intende riformulare la norma o replicare alle osservazioni del governo?

«Prima di rispondere alla sua domanda, occorre fare una precisazione: la legge da lei citata dispone modifiche alla legge 2 del 12 gennaio 2018, legge organica in materia di sport e impiantistica sportiva, ma anche ad ulteriori disposizioni finanziarie che non afferiscono all’ambito sportivo», risponde l’assessore Liris. «Come ha correttamente sottolineato, la legge 20 del 31 luglio 2020 è stata osservata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma limitatamente a un comma dell’articolo 5 e all’articolo 6, che non interessano lo sport, i cui articoli al contrario hanno la corretta e necessaria copertura e mantengono la loro piena validità. Tornando al quesito, la legge 20 prevede un incremento di 250.000 euro nell’annualità 2020 ed un aumento di 500.000 euro nell’annualità 2021 a sostegno dell’attività sportiva promozionale, agonistica e amatoriale svolte dalle Asd e dalle Società sportive».

La scadenza per la presentazione delle domande per accedere ai contributi della legge 20 era fissata al 31 ottobre: la data è rimasta invariata? E sa quante sono le società che hanno già presentato richiesta?

«La scadenza per la presentazione delle domande resta fissata al 31 ottobre, non c’è alcuna variazione. Il numero delle associazioni e società sportive che hanno fatto richiesta non è un dato a mia conoscenza, essendo previsto l’invio a mezzo posta elettronica certificata o raccomandata. Il servizio regionale competente in materia di sport provvederà ad effettuare l’elenco non appena ricevuto e protocollato tutte le domande».

I presidenti delle società dilettantistiche chiedono a gran voce misure economiche di sostegno per contrastare la diffusione del Covid-19. I presidenti di Virtus Ortona e Alba Adriatica hanno già messo mano al portafogli per pagare i tamponi fatti nei laboratori privati, ma non tutte le società possono permettersi di spendere cifre così alte per garantire la salute ad atleti e familiari. La Regione, attraverso le Asl, non potrebbe velocizzare l’iter per effettuare i tamponi con una convenzione con la Lega Nazionale Dilettanti? Sarebbe d’accordo ad avviare uno screening mensile su calciatori e tecnici?

«Questa è un importante misura messa in campo dalla Regione Abruzzo per far fronte alle difficoltà di associazioni e società in merito all’emergenza Covid-19. Basti pensare che a settembre 2020 è stato prevista l’erogazione dei contributi per gli effetti delle domande presentate nel 2019 e queste ultime stanno ricevendo, previa presentazione di documenti, consistenti contributi per l’attività ordinaria, sino a quasi 5 mila euro l’una e altri consistenti somme quale ristoro delle spese per le manifestazioni 2019. Stiamo invitando società e associazioni a presentare domanda entro il 31 ottobre per vedersi riconosciuti anche per il 2020 consistenti contributi, anche alla luce delle somme che sono state previste, in misura doppia rispetto al solito, ovvero ben un milione di euro. Per quanto riguarda eventuali convenzioni con la Lega Nazionale Dilettanti per i tamponi», assicura l’assessore allo Sport «mi farò portavoce con l’assessorato competente per far sì che questo proposito possa concretizzarsi. In ultimo, circa lo screening mensile, da epidemiologo, non ritengo possa essere una misura utile allo scopo di limitare la diffusione del virus: il termine mensile non garantisce la sicurezza e pertanto non mi sembra opportuno. Solo screening settimanali, prima delle gare come per le massime serie professionistiche, e questo appare impossibile, stante la consistenza dei numeri, garantirebbe sicurezza».

Vista la preoccupante evoluzione dell’epidemia che si registra in questa seconda ondata anche in Abruzzo, con partite rinviate e campionati che non partono, cosa si sente di suggerire alle istituzioni sportive regionali? Dopo lo stop agli sport di contatto, andrebbero sospesi anche i campionati di calcio? Se possibile una risposta da specialista di medicina della prevenzione e una da assessore allo Sport.

«La pandemia c’è, il virus circola e i numeri crescono giorno dopo giorno. Personalmente però, stante la maggior preparazione del Sistema sanitario nazionale e anche la minor aggressività dimostrata grazie alla scoperta di cure più efficaci, non ritengo, almeno al momento, necessario prevedere alcuno stop. Avanti con prudenza ed attenzione. Questo lo dico da assessore allo sport e da medico. Per me è difficile fare ragionamenti e riflessioni differenti in base al ruolo; la mia considerazione non può che essere unica», conclude Liris.

Luigi Di Fonzo

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