Uno stop che tutela la salute, ma che non fa bene al movimento calcistico. Il dilettantismo si interroga e lo fanno soprattutto quelle realtà che tra qualche ora si confronteranno direttamente con gli esponenti federali per capire come potrà ripartire l’Eccellenza. Tra queste vi è L’Aquila, per molti la squadra da battere in questa stagione per blasone ed organico, ma che non può concentrarsi a pieno sulla cavalcata verso la Serie D tanto attesa. Ne parla, ai microfoni di Abruzzo Calcio Dilettanti, il Presidente Stefano Marrelli.

Ripartire

«La ripartenza dipenderà dall’andamento della diffusione del virus, al momento viviamo una situazione di incertezza, ma abbiamo la volontà di ripartire sperando che le società potranno contare su aiuti economici concreti per far fronte all’osservanza di protocolli e piani di sicurezza. Sono d’accordo con la scelta operata dalla LND per quanto riguarda lo stop alle manifestazioni nazionali, è prioritario a mio parere dare la precedenza ai campionati regionali».

Le tre proposte della LND Abruzzo (clicca qui)

«L’ipotesi dei playoff non la trovo entusiasmante, visto che basterebbe una sola sconfitta per compromettere l’intera stagione. Ritengo sia più equo attribuire la vittoria diretta del campionato alla squadra che conclude il girone, ad esempio, con almeno 5 punti di distacco dalla seconda, sempre che non ci siano le condizioni per chiudere regolarmente con il format attuale».

L’Aquila e lo stop

«La stagione stava andando alla grande sia dentro che fuori dal campo. Sono rimasto colpito dalla grande solidità di squadra, ma per quanto riguardo le migliorie a apportare in campo ci penserà il mister. I ragazzi si stanno allenando sotto la guida dello staff tecnico che ha messo a disposizione un programma da seguire» ha commentato il presidente «ma alla ripresa una nuova preparazione sarà inevitabile per ritrovare la condizione. Dovremmo necessariamente farci trovare pronti senza troppe scuse. Alla ripresa ci sarà una finestra di mercato, cui penserà il direttore sportivo (Luca Di Genova, ndr), se ci sarà da migliorare la squadra non ci tireremo indietro ovviamente».

Faccia a faccia con il virus

«Purtroppo con il Covid-19 siamo costretti a conviverci da tempo, anche se negli ultimi tempi la diffusione ha avuto un’impennata. Lo sport dilettantistico è stato senza dubbio penalizzato, tanto che è stata disposta la sospensione e non ci sono ancora certezza sulla ripartenza dell’attività. Senza aiuti concreti le società, che non potranno contare sull’incasso del botteghino e che perderanno sicuramente sponsor, andranno in difficoltà. Al momento è difficile fare previsioni per il futuro del nostro movimento. Ripeto, molto dipenderà dal sostegno che il calcio dilettantistico riceverà».

Riqualificare le strutture

«Sono state realizzate molte migliorie. Nel tempo, con l’aiuto degli enti locali che stanno sostenendo i nostri progetti, speriamo di realizzare quanto ci siamo prefissati di fare. Ridare vita all’antistadio sarebbe un risultato eccezionale per noi e per la città intera».

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