Era capolista al momento dello stop, viaggiando a ritmo elevato verso l’obiettivo promozione. Ora L’Aquila farà parte, se la LND lo approverà, del nuovo campionato a 7 squadre in Eccellenza. La squadra del Capoluogo regionale non perde di vista la sua ambizione, il ritorno in D, anche se in un momento confusionario e delicato per tutti. Ne ha parlato, ai microfoni di ACD, il DS Luca Di Genova.

Ripresa e rinnovamento del format

«Non ci sono dubbi sul fatto che parlare di ripresa di questo settore sia un segnale importante. Ma, in tutto ciò, L’Aquila si ritrova ad essere il club più penalizzato con il nuovo format. Vediamo quel che domani verrà decretato dal Consiglio della LND, ma l’idea del nostro Comitato è nota, cioè un campionato con le 7 squadre che aderiscono, con una promozione e zero retrocessioni. Magari, società che prima non erano in corsa in un avvio difficile, ora si ritrovano la possibilità di riprendere alla pari delle prime in classifica. Ciò, a mio avviso, non è giusto».

Tornare in campo

«Sicuramente fare un campionato a 7 fa venire il sorriso a molti, ma dobbiamo capire comunque il nemico che ci ritroviamo davanti da un anno. Il virus ci ha tolto ogni normalità, ora ci toglie anche la normalità di un campionato di Eccellenza composto da venti squadre. Ora si riparte, dal punto di vista fisico bisogna sperare che tutti gli atleti si siano tenuti in forma in maniera individuale. Ci dovrebbe essere concesso un mese di allenamenti per preparare il riavvio, ma sarà comunque strano, senza amichevoli e senza nulla come prima. Io penso che i nostri ragazzi si siano allenati bene, li conosco e so che sanno essere professionali, ci faremo trovare non pronti, ma prontissimi».

Il momento

«L’Aquila andrà in campo con lo stesso spirito di sempre, senza mai mollare e lottando fino all’ultimo. Vogliamo vincerlo ugualmente il campionato, anche senza quei tanti punti raccolti. La nostra squadra sarà ancora forte, sarà ancora rinforzata, senza perdere di vista l’obiettivo. In casa nostra, come in generale, stupisce quel che è accaduto negli ultimi giorni. Stupisce, soprattutto, l’aver dato alle società la possibilità di scegliere se riprendere senza porre retrocessioni, ciò ha innescato, come prevedibile, il mancato ok di 13 società per la ripresa. Capisco perfettamente chi non tornerà in campo, ognuno deve guardare in casa sua e deve affrontare la quotidianità, ovviamente se ci fosse stato un altro tipo di diktat dalla Federazione non dovremmo commentare questo nuovo format».

Nicolas Maranca

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