Situazione rovente in casa Lanciano dopo la conferenza stampa di martedì sera, nella quale è intervenuto l’ex capitano Francesco Di Gennaro con toni accesi verso i tifosi, la stampa e la città. E pensare che fino ad un mese fa aleggiava la possibilità di fare domanda di ripescaggio in Serie D. Adesso, invece, il clima si è acceso come testimoniato dal comunicato della Curva Sud “Ezio Angelucci” che esprime il «proprio totale dissenso verso l’attuale presidenza», a cui fa eco anche «Qualora ce ne fosse ancora bisogno, la tifoseria rossonera sarà di nuovo pronta a dimostrare che, a costo di ripartire dalla categoria più insignificante del calcio italiano, non darà più appoggio all’operato di De Vincentiis e Di Gennaro».

Ma non è finita qui. Di Gennaro, con le sue parole, ha anche attaccato la componente “lancianese” della società, scatenando la reazione infuocata della parte interessata che ha deciso di rispondere attraverso una conferenza stampa che si terrà domani, alle ore 12, a Lanciano.

È giusto, a questo punto, mettere un po’ di ordine e ricapitolare cosa ha detto il direttore tecnico Francesco Di Gennaro per generare queste reazioni. L’ex capitano rossonero, nel corso della conferenza stampa, ha iniziato ripercorrendo gli ultimi 4 anni della società, partendo dal primo ingresso allo stadio Biondi insieme al sindaco Pupillo e al presidente De Vincentiis, quando «non c’era nulla».

Il leitmotiv delle parole di Di Gennaro è stata la difesa del numero uno rossonero: «Un grazie a questo signore glielo diciamo? Invece di unirvi a lui, volete solo distruggerlo e criticarlo. A questo gioco al massacro, io e lui non ci stiamo. Spende i soldi per prendere insulti. Fino a quando le cose sono andate bene, tutto apposto. È troppo facile dire che De Vincentiis non ha i soldi: in tre anni ha speso 1 milione di euro per la società».

Un altro passaggio della conferenza stampa ha riguardato l’accusa alla stampa, rea di aver messo in atto «un’azione e un accanimento mediatico contro il Presidente».

E poi l’attacco ai tifosi e alla piazza: «Il calcio è una cosa seria e non deve essere fatto da macellai, postini e professori. Iniziate a cambiare mentalità; iniziate a dare sostegno al presidente. Viviamo in un modo virtuale: scriviamo, facciamo. Allo stadio, però, non viene quasi più nessuno. Quando ci ritroviamo a giocare in casa, contiamo solo 80 paganti e 150 accrediti. Se ci sarò io anche l’anno prossimo, toglieremo sicuramente gli accrediti. Il presidente si aspettava qualcosa di più da Lanciano, anche a livello di sponsorizzazioni: gli sponsor di Lanciano sono pari a 50.000 euro, e per l’80% è uno sponsor tecnico. Queste somme sono sufficienti a pagare solo un mese e mezzo di tutta la struttura. Invece di sputare, date una mano. Siete arrivati in Eccellenza che andava tutto bene. Non si è vinto e tutti a criticare». 

Capitolo possibile passaggio societario: «Nessun imprenditore lancianese si è fatto avanti per la società. La verità è che il Lanciano non interessa a nessuno. E so anche il perché: se non vi togliete questa diffidenza di dosso, nessuno si avvicinerà. Il presidente si è stufato di tutte queste critiche e mi ha chiesto di vedere se c’è qualcuno interessato alla società. Se volete altri presidenti, basta cercarli».

L’affondo alla componente lancianese della società: «Il vero problema è stato mettere troppi lancianesi in società: il lancianese si fa influenzare».

Infine, un monito per il futuro: «Il presidente vuole continuare e fare bene per quello che si può: non vi aspettate il mondo. Se ci volete stare vicini, ci state vicini; se ci volete contestare, ci contestate. Non vi aspettate di vincere: si farà un mix di giovani e grandi con l’obiettivo di creare qualcosa. Soldi pochi e giusti: quello che si può spendere, si spende».