Era il 7 marzo 1920, era l’albergo Vittoria: è proprio lì, in una stanza fra Viale delle Rose e la vecchia Stazione, che ebbe inizio una delle storie sportive più belle e significative d’Abruzzo. Una storia capace di raggiungere dei picchi altissimi per poi riscendere precipitosamente senza però mai fermarsi, con quella resilienza propria di quei cuori impavidi che non smettono mai di lottare. Una storia capace di varcare i confini nazionali per salire alla ribalta delle cronache transalpine ed iberiche. Una storia capace di coinvolgere ed emozionare migliaia di appassionati attraverso un pallone e due colori. 

Quel 7 marzo ce lo immaginiamo così: una giornata quasi primaverile che celava, dietro la tranquillità apparente di una Lanciano del primo dopoguerra, uno dei progetti sportivi più belli e longevi della nostra regione, un progetto che ha visto coinvolti migliaia di ragazzi, migliaia di tifosi, migliaia di uomini e di donne che anche per un giorno si sono sentiti parte di una grande famiglia, la famiglia rossonera. 
Il 7 marzo 1920 era una domenica, e non poteva essere altrimenti: da quel momento in poi la domenica per i lancianesi si sarebbe condita di una nuova religione, una religione profana, la religione pallonara. 
Prima al Campo della Vittoria, poi al Cinque Pini e successivamente al Guido Biondi: un appuntamento fisso diventato, nel corso degli anni, una vera e propria malattia. 

Oggi è passato un secolo esatto da quel giorno, di squadre a Lanciano se ne sono succedute tante, così come di giocatori e di presidenti in tutte le categorie. Una cosa è però certa ed immutata: l’amore per la maglia rossonera e per questa meravigliosa città.

Oggi è il giorno di tutti, di chi è tifoso del Lanciano da una vita o di chi lo è stato solo per un giorno; di chi non c’è più ma aveva il Lanciano nel cuore; di chi aveva il suo posto garantito allo stadio o di chi, romanticamente, preferiva sentire le partite alla radiolina; oggi è il giorno di chi, da abruzzese, si è sentito anche per un solo momento rappresentato nei momenti più belli di questa squadra; oggi è anche il giorno dei rivali, perché senza di loro questa storia centenaria non sarebbe stata la stessa. Oggi, però, è soprattutto il giorno di chi c’è sempre, al di là delle categorie e dei momenti più o meno belli, nonostante la rabbia per la sconfitta e al di là della gioia per la vittoria, con la consapevolezza che questo vecchio cuore rossonero è più vivo che mai, batte e non smetterà mai di battere con in gola un unico grido, oggi e per sempre:
SEMPRE E SOLO FORZA LANCIANO!!
Auguri rossoneri, godetevi questa giornata: oggi è il nostro Natale.


*  Ufficio stampa Lanciano 1920

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