Tante idee, poca concretezza fin qui per far ripartire il calcio dilettantistico. Nessuna presa di posizione ulteriore dagli organi federali, che attendono l’evoluzione della cosa, ad aver forse compreso che bisogna realmente far sì che il futuro prossimo venga deciso dal corso degli eventi. Si studiano, intanto, possibili soluzioni, pensando ai vari scenari. Ad analizzare la situazione, in casa Il Delfino Flacco Porto, è il tecnico Guglielmo Bonati, che non usa mezzi termini per dire che la scelta non deve dipendere dalla LND.

Decida chi può davvero

«Se fossi un membro del Comitato Regionale Abruzzese, io non prenderei affatto alcuna decisione sul come ripartire. La ripresa del campionato dipende esclusivamente dalle decisioni del Governo. Ora gli sforzi delle LND regionali si concentrino sugli aiuti alle società ed ai tesserati». 

Tra l’oggi ed il domani

«Le regole oggi ci sono. Ci si allena individualmente, finché ciò sarà possibile e consentito. Poi, probabilmente, ci si fermerà del tutto. Quando si potrà, si ripartirà con gli allenamenti e, dopo 15 giorni, via ai recuperi ed alle gare di coppa, dando la massima priorità ai primi se ci dovesse essere concomitanza di impegni. Solo allora si potrà parlare di format, rispettando dei principi che si possono discutere già ora. Il punto alla base del discorso è la migliore regolarità del campionato, cioè portarlo interamente a termine».

Date distanti

«Andare oltre il 30 giugno? Non lo decidiamo noi, non lo decide l’Abruzzo, ma è una scelta di chi sta ancor più in alto. Si fissi intanto il limite temporale massimo, poi si pensi a quando ripartire, ed al momento non si può capire ciò, di conseguenza la Federazione passerà a scegliere il format. Si programmino riunioni con le società solo per gli aiuti e il supporto psicologico. Questo periodo di pausa venga sfruttato per video conferenze con la componente arbitrale o con altre iniziative che acculturano il movimento. Ciò fa tenere alta l’attenzione e stimola la ripresa».

Nicolas Maranca

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