L’emergenza Coronavirus sta modificando le vite degli sportivi e degli “addetti ai lavori” del calcio dilettantistico.

Oggi abbiamo ascoltato la testimonianza di Mario Masci, vice presidente  del Villa 2015.

 

Masci ha esordito parlando della sua personale quarantena: “Dopo due mesi trascorsi a casa oggi sono finalmente tornato a lavorare. Durante questo lungo periodo, lontano dagli affetti, ho riscoperto molti valori e apprezzato quelle piccole cose che magari prima davo per scontato”.

 

Il vicepresidente del Villa 2015 ha un contatto costante con gli altri componenti della società e con i suoi giocatori che “hanno continuato ad allenarsi in questi lunghi giorni, ma dopo si sono fermati date le restrizioni governative e le poche certezze”.

 

Su un possibile stop del campionato e su come questo possa avere un impatto sulla società: “A prescindere dalla passione e dalla voglia ritengo sia la decisione migliore. Continuare con tante paure e poche sicurezze non è opportuno per nessuno. Riprendere dopo due mesi di stop, per far continuare un campionato nel dilettantismo, penso sia veramente improbabile. Prima della sospensione eravamo al secondo posto, raggiunto dopo un buon filone di risultati positivi. Attendiamo la decisione della Federazione che sicuramente non potrà accontentare tutti. Dispiace, qualora si dovesse decidere di sospendere i campionati, di non poter disputare i play-off nell’anno in cui eravamo secondi. Dispiace non poter combattere per colpa del virus”.  

“Sarà difficile – continua Masci – tornare alla normalità: penso, ad esempio, ai tanti piccoli sponsor che non stanno lavorando e che potrebbero anche abbandonarci. C’è bisogno di una riflessione: serve qualcuno con delle idee convincenti per continuare e non far sparire il calcio dilettantistico. Sarà difficile ripartire come prima, ci vogliono idee e aiuti. Sarà una situazione drammatica.

 

Sul settore giovanile: “Abbiamo anche un buon tessuto giovanile, con oltre 200 iscritti, e sarà difficile per i tanti genitori tornare a portare i figli a giocare a calcio. Mi dispiace per i ragazzi che sono dentro casa, senza poter uscire. Non finirà qui, certo, però mi rammarica veder interrotta una cosa così bella che, tra tante difficoltà, stava riscuotendo molti messaggi di apprezzamento. Sono dispiaciuto per i ragazzi perché avevamo progettato belle iniziative e non posso fare a meno di pensare che proprio in questo periodo dell’anno sarebbero iniziati i tornei giovanili, con tutto l’entusiasmo dei ragazzi che ci avrebbero partecipato”.

 

Il ricordo più bello della stagione: “Non c’è un ricordo in particolare. La cosa che mi rende sicuramente più orgoglioso è che una piccola società come la nostra, nata cinque anni fa, partendo da un semplice gruppo di amici si è ritrovata, a distanza di quattro anni, consolidata nel campionato di Promozione e con un bel progetto nel settore giovanile in un clima molto familiare”.