In questi lunghi giorni di quarantena abbiamo alternato varie testimonianze degli “addetti ai lavori” sul periodo che stanno vivendo e come lo stanno affrontando. 

Oggi è il turno di Federico Terrenzi, allenatore del San Giovanni Teatino, squadra impegnata nel girone B di Promozione.

 

Come sta trascorrendo le sue giornate di quarantena?

“Inizialmente ne ho approfittato per riposarmi, per stare in famiglia e per riscoprire il gusto di stare in casa. Nei giorni successivi, invece, ho fatto la spola tra casa e ufficio, dove svolgo la professione di avvocato”.

 

Sente spesso i suoi ragazzi e la dirigenza?

“I ragazzi li sento molto spesso sia attraverso il gruppo Whatsapp sia telefonicamente. Stessa cosa con la società. Con alcuni ragazzi abbiamo ripreso, mantenendo le giusta distanza, a fare un po’ di corsetta. Inizialmente ci eravamo organizzati per gli allenamenti individuali, poi una volta compreso che la sospensione sarebbe stata lunga, ognuno di loro ha provato a rimanere in forma dentro casa con ciò che aveva”.

 

Un commento sulla stagione alla guida del San Giovanni Teatino?

“Sono subentrato in una situazione abbastanza complicata, con il San Giovanni Teatino ultimo in classifica con soli due punti. Noi siamo contenti del percorso che abbiamo fatto: la squadra con il tempo è cresciuta e ho avuto la fortuna di incontrare un gruppo disponibile e unito con cui abbiamo fatto ottimi risultati, giocandocela con tutti. Abbiamo pareggiato contro corazzate come Casalbordino, Ovidiana Sulmona e Villa 2015 e abbiamo vinto contro l’Elicese”. 

 

Cosa ne pensa di un eventuale stop del campionato?

“Penso che sia la decisone da prendere anche per permettere alle società di programmare il futuro, di cui non c’è certezza. È molto complicato ripartire nei dilettanti perché ci sono anche gli impegni lavorativi o di studio di mezzo. Per terminare la stagione si dovrebbero introdurre dei turni infrasettimanali, e questo sarebbe difficile per i ragazzi che hanno come priorità il lavoro. Sarebbe poco fattibile anche per i dirigenti e quelle strutture che, a mio avviso, non sono adeguate e sarà difficile adeguarle al protocollo di sicurezza”.

Terrenzi continua: “Se non ci sarà un aiuto economico, molte società dilettantistiche scompariranno. Si dovrà anche pensare al calcio in una maniera diversa. Il dilettantismo dovrà tornare ad essere quello di una volta, dove si giocava per passione e le società sostenevano i costi che potevano sostenere. Ad oggi, le squadre che si reggono sulle sponsorizzazioni faranno molta fatica ad iscriversi ai campionati”. 

 

Ci sono momenti legati alla stagione attuale che ricorda particolarmente?

“Ricordo spesso i giocatori, il gruppo, coloro che mi hanno dato concretamente una mano in campo (Gianloris Zangaro e Diego Tontodonati). Abbiamo avuto tanti momenti belli. È stata una bella stagione dove ho conosciuto dei ragazzi e una società splendida, fatta di persone molto serie”.

 

E quelli legati alla sua carriera da calciatore?

“Come calciatore ricordo con piacere le partite vissute sia in panchina sia in campo con la maglia del Pescara in Serie B. Ricordo i ritiri con giocatori incredibili come Stefano Borgonovo. Quelli sono ricordi indelebili così come il gruppo dei ragazzi del Pescara con cui mi sento spesso. 

Da allenatore, invece, ho tutti ricordi belli perché ogni momento vissuto è stato un tassello che mi ha permesso di crescere come persona e come uomo”.