In questi lunghi giorni di quarantena abbiamo alternato varie testimonianze degli “addetti ai lavori” sul periodo che stanno vivendo e come lo stanno affrontando. 

Oggi è il turno di Antonio Mottola, difensore dello Spoltore, ma con una carriera alle spalle vissuta anche nei professionisti con le maglie di Pescara, Pro Vasto, Igea Virtus e Brindisi. 

 

Il difensore esordisce parlando del momento difficile che stiamo vivendo causa Coronavirus: “È una situazione surreale che, al tempo stesso, ci fa capire che non siamo nulla e che le cose importanti della vita sono gli affetti.

Penso che questa situazione ci abbia insegnato che nella vita non serve fare progetti ma vivere ogni secondo come fosse l’ultimo e essere sempre felici per le cose che a volte riteniamo siano futili.

Per il mondo del calcio è un qualcosa di inaspettato ma credo che a tutti interessi prima la salute rispetto alla passione, che può essere messa in secondo piano”.

 

Mottola ci confessa che in questo periodo di quarantena trascorre più tempo in compagnia di sua figlia, con la quale gioca e fa i compiti. Il resto della giornata lo impiega “facendo allenamento, tenendosi in aggiornamento tramite webinar, leggendo, guardando film e lavorando da autodidatta come match analyst, aspettando di conseguire l’abilitazione al corso che doveva avvenire a marzo ma che purtroppo è slittata a ottobre causa Coronavirus”.

 

Il difensore dello Spoltore si è organizzato con i suoi compagni “seguendo gli allenamenti individuali, ricevuti giornalmente, dal prof Marco Maselli, al quale voglio fare i miei complimenti per la sua professionalità e per le sue capacità, merce rara nel calcio dilettantistico. I programmi di allenamento – continua Mottola – sono mirati alla forza e al cardio e adesso che si può fare all’aperto ancora meglio”.

 

Il centrale 33enne commenta la stagione vissuta nel campionato di Eccellenza con la maglia dello Spoltore: “Credo che si possa ritenere chiusa. Il Castelnuovo è la squadra che ha meritato di vincere il campionato data la superiorità, rispetto agli altri club, di tutte le componenti (societarie, tecnico e tattiche). Per quanto riguarda lo Spoltore, invece, ritengo che avremmo potuto fare di più ma l’importante è aver dato tutto”.

 

Su un probabile stop dei campionati: “Ritengo che sia giusto fermare tutto perché nel dilettantismo non ci sono le attrezzature adatte per combattere questo virus. Fermarci ora sarebbe la scelta migliore per programmare la prossima stagione anche se non sarà facile ripartire per molte società, dato il grave danno economico subìto”. 

 

L’ex centrale del Pescara mette mano anche al cassetto dei ricordi: “Il ricordo più bello che conservo è l’esordio al San Paolo con la maglia del Pescara contro il Napoli, la mia città natale. In tribuna erano presenti i miei primi fan (i miei genitori) insieme a mia sorella, mio fratello con sua moglie”.