L’emergenza Coronavirus sta modificando le vite degli sportivi e degli “addetti ai lavori” del calcio dilettantistico.

Tra le varie testimonianze, ecco quella di Alessandro Santoro, presidente del Casalbordino, attuale capolista del girone B di Promozione.

 

Il patron giallorosso, in questo periodo di stop forzato, ci confessa di aver riscoperto il valore della famiglia. Prima della quarantena, infatti, tra i suoi orari di lavoro, quelli di sua moglie e quelli scolastici di suo figlio, avevano poche occasioni per stare tutti insieme.

Alessandro Santoro, nonostante i tanti impegni lavorativi, tra l’attività di ingegnere e quella di imprenditore, ha avuto il piacere di “riassaporare la bellezza del vedere film insieme alla famiglia o del concedersi, qualche volta, la sveglia tardi.”

 

Il presidente Santoro, grazie alla sua esperienza nell’imprenditoria sanitaria, ci ha parlato anche della situazione legata al virus che stiamo vivendo: “Se ci sarà il vaccino, il Coronavirus sarà solo un brutto ricordo. Uscirne in maniera definitiva, da qui a due anni, è impossibile. Dovremmo abituarci al possibile ritorno di focolai e ricadute, poiché ci troviamo di fronte ad un virus difficile da gestire perché si trasmette come l’influenza, contagiando tante persone in poco tempo. Dobbiamo fare attenzione ad eventuali ricadute generali in autunno, sicuramente non ai livelli di pandemia che ci sono adesso.”

 

“Ho un contatto costante con i ragazzi e con lo staff tramite la nostra chat di gruppo su Whatsapp. I giocatori ricevono delle istruzioni per gli allenamenti individuali dal preparatore e, rispettando le restrizioni governative, cercano di allenarsi a casa con i mezzi disponibili.”

 

Il patron ci svela anche la prima conferma dal fronte Casalbordino: “Iaboni ha recuperato dall’infortunio e in caso di Eccellenza sarà sicuramente con noi il prossimo anno. È un premio per l’attaccamento che ha dimostrato nei confronti del nostro progetto.”

 

Santoro ci ha parlato anche delle iniziative che hanno visto protagonista la sua società: “Oltre ad un’iniziativa benefica, ossia l’acquisto di mascherine per aiutare la comunità di Casalbordino, abbiamo lanciato anche un contest video sui nostri canali social, in cui giocatori e dirigenti, a giro, raccontano la loro esperienza in questo momento difficile per far sì che sia il settore giovanile sia la cittadinanza non siano distanti dalla prima squadra.”

 

Il presidente, poi, si sofferma sul futuro dei campionati: “A ben vedere quasi ogni girone deve affrontare una situazione analoga alla nostra. A questo punto dovrebbe essere premura della FIGC dipanare questa situazione, appellandosi agli articoli 50 e 51 del N.O.I.F. (Norme Organizzative Interne della FIGC, ndr). Il Casalbordino, sia come società sia come organico, si era prefissato l’obiettivo fin da subito di salire di categoria e, se non fosse scattata la quarantena noi l’8 marzo probabilmente avremmo centrato il risultato: il virus ci ha negato l’accesso in Eccellenza proprio sul più bello; eravamo già pronti per festeggiare.

Se non venissero premiate quelle società che tutto l’anno sono state prime in classifica ed hanno uno scarto di punti talmente elevato da garantirgli la promozione, qualsiasi cosa succeda, vuol dire che oltre al danno ci sarebbe anche la beffa. Non ci aspettiamo cose diverse dalla titolarità della vittoria del campionato.”

“Vogliamo che venga riconosciuto anche il nostro sforzo fatto per creare e mandare avanti il progetto Casalbordino – continua Santoro – un progetto nato da lontano sul quale io e i miei soci abbiamo investito e i risultati sono arrivati. È un progetto nato anche per trainare con sé tutto il resto del settore giovanile.”

 

Su un’eventuale ripartenza: “Se ci fossero le giuste rassicurazioni sanitarie, io sono per il ripartire. Anche se la vedo dura data ancora l’oscillazione dei contagi in Italia. Sarebbe intelligente chiudere la stagione qui e incominciare a parlare della prossima.”