L’emergenza Coronavirus sta modificando le vite degli sportivi e degli “addetti ai lavori” del calcio dilettantistico.

Oggi abbiamo ascoltato la testimonianza di Alessandro Pendenza, attaccante della Virtus Cupello.

 

Il bomber ha esordito parlando della situazione che stiamo vivendo in questo momento causa Coronavirus: “Quello che sta accadendo ci ha colto impreparati. Ricordo che nei primi tempi un po’ tutti, tra cui anche io, abbiamo sottovalutato il virus. All’inizio si pensava fosse poco più di una semplice influenza. È una situazione che ci ha dato modo di pensare e rivalutare il nostro modo di vivere e di affrontare la quotidianità, completamente rivoluzionata”.

 

Pendenza ci confessa che grazie a questa quarantena ha riscoperto il valore dello stare insieme alla sua famiglia

“Negli ultimi 7-8 anni ho sempre giocato fuori casa: vedevo i miei genitori solo dalla domenica sera al martedì mattina quando tornavo nella città dove giocavo. Trascorrere questa quarantena con i miei genitori (a Vittorito sua città natale, ndr) mi ha dato modo di apprezzare nuovamente il tempo che passo con loro. Forse, questo periodo alla fine dei conti non è tutto da buttare”. 

 

L’attaccante della Virtus Cupello impiega così le sue giornate: “Seguo un corso online di formazione network che mi può essere utile in futuro. Ho la fortuna di avere insieme a me anche mia nipote, con la quale gioco oppure guardiamo un film insieme”.

 

Nonostante l’emergenza, Pendenza si tiene in forma anche grazie all’aiuto del preparatore atletico della società, Fausto Cannavacciuolo: “Le prime due settimane il prof Cannavacciuolo ci ha mandato un paio di programmi da seguire settimanalmente. Successivamente, con l’arrivo di nuovi decreti e restrizioni, ci ha dato dei consigli da seguire per non rimanere fuori forma, rischiando di prendere qualche chilo e perdere tonicità muscolare nel caso si dovesse ripartire.

Dopo pranzo, per almeno un’ora, faccio sempre un pò di sport (cyclette, forza, balzi) e quando possibile prendo il sole. Non posso correre per rispettare le norme governative. La giornata, tutto sommato, mi passa velocemente”.

 

Su un’eventuale ripartenza o meno del campionato: “Ritengo che non ci siano, ad oggi, le condizioni necessarie per ripartire sia sanitarie ma anche economiche perché molte società sono in difficoltà senza l’aiuto degli sponsor. Anche a livello motivazionale credo che l’entusiasmo sia scemato un pò. Ad inizio marzo ero più fiducioso nella ripartenza perché si conosceva ben poco del virus. Non vorrei essere nei panni di chi prende decisioni perché qualunque essa sarà, scontenterà qualcuno.