L’attesa di tornare in campo è molta, ma la sensazione è che si dovrà pazientare ancora perché ciò avvenga. Molte le riflessioni dei dirigenti e Presidenti del mondo dilettantistico, come quelle della massima carica societaria dell’Hatria 1957, Carmine Consorti, intervenuto ai microfoni di Abruzzo Calcio Dilettanti.

La stagione dell’Hatria 1957 prima dello stop

La compagine ducale, inserita nel girone B di Promozione, nelle tre partite disputate prima dello stop è rimasta imbattuta, ottenendo due pareggi (3-3 con la Fater Angelini e 0-0 con il Casoli) e una vittoria interna contro il Pianella (2-1). Gli uomini di mister Tiziano D’Isidoro hanno anche all’attivo il miglior attacco del torneo, insieme al Mosciano, con 5 reti.

Questo il commento del numero uno rossoverde sull’inizio di stagione dei suoi: «La squadra stava andando forte, anche se non eravamo di certo partiti con i favori del pronostico. Abbiamo costruito una buona rosa, con un occhio di riguardo al bilancio. Siamo soddisfatti di tutto, del lavoro del mister, dei ragazzi giovani e di quelli esperti, con menzione particolare al nostro capitano Martino Ciminà. Però purtroppo tutti abbiamo risentito della situazione d’emergenza, come tutti del resto. Qualora si dovesse ricominciare, spero che la squadra continui esattamente come prima dello stop. Sul mercato non credo che faremo qualcosa, specie in entrata, perché siamo molto contenti e siamo fiduciosi del gruppo».

Tanta voglia di ripartire

Consorti è intervenuto anche sulla questione della ripartenza: «Purtroppo non sappiamo quando si potrà ripartire, con questa situazione di emergenza penso che sarà difficile ricominciare prima di febbraio – marzo. Qualora si ripartisse, penso che il campionato dovrebbe concludersi entro la fine di maggio, non di più, perché in caso contrario ci sarebbe troppo poco tempo per preparare e programmare la stagione successiva. Facendo molti infrasettimanali, si potrà concludere tutto a fine maggio, forse. Ovviamente però tutto è condizionato dal Covid, la media di ricoveri e di morti è ancora troppo alta. La voglia di ripartire è tanta, ma occorre essere prudenti».

Fare sport con il virus dietro l’angolo

«I ragazzi erano intimoriti, preoccupati dal contagio, anche perché mettevano a rischio la loro presenza al lavoro. C’erano difficoltà economiche ma anche logistiche. Dal canto nostro, abbiamo provveduto alla sanificazione degli spogliatoi per due volte, spendendo 600 – 700 euro per i prodotti di pulizia. Nonostante tutto ciò, non riusciamo comunque a stare tranquilli. Insomma, abbiamo speso tanto e incassato poco. Difficoltà enormi, che sicuramente hanno falsato l’inizio del campionato e hanno spento l’entusiasmo».

Non è più domenica

Ora si è stoppato tutto, e la nostalgia, per il presidente, è tanta: «Il calcio mi manca tanto, dedico molto del mio tempo libero per questo sport. L’Hatria è la mia passione, rappresenta la storia della nostra città. Mi manca tutto: la domenica, la partita, gli allenamenti, il confronto con i ragazzi, con il mister e con i collaboratori. La cosa più importante però ora è la prudenza, perché non è vero che se non si riparte il calcio dilettantistico muore. No, non è così. Bisogna innanzitutto tutelare la nostra salute, per poter ripartire da un calcio vero, autentico, e non di circostanza. Non dobbiamo ripartire solo perché ci viene imposto».

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