La crisi del dilettantismo, le incertezze legate al futuro ed il rammarico di non aver neppure potuto esordire in campionato nelle parole di Ignazio Tancredi, presidente della Polisportiva Gagarin Teramo. La squadra rossonera è stata inserita nel girone D di Seconda Categoria, senza poter disputare nessuna partita del proprio torneo a causa dell’emergenza sanitaria in corso e del Dpcm governativo che ha imposto la “sosta forzata” alle competizioni dilettantistiche.

Il momento attuale

«Il calcio, così come l’intero mondo dello sport, si trova a vivere una situazione inedita a causa di una pandemia che ha messo in ginocchio i sistemi sanitari ed economici di buona parte del mondo. In tale contesto l’unica cosa che lo sport può fare è mettersi in un angolo e attendere che le condizioni consentano la ripresa delle attività. Pur riconoscendo, infatti, l’altissimo valore sociale della pratica sportiva e la sua importanza per il benessere psicofisico della persona, è ovvio che in questo momento ci siano delle priorità differenti. Noi infatti, subito dopo la decisione presa dalla LND Abruzzo di rinviare di un mese l’inizio del campionato di Seconda Categoria, abbiamo sospeso la nostra attività. In questo momento auspichiamo che resti consentita l’attività sportiva e motoria svolta in forma individuale. In un momento così difficile e delicato, in cui ognuno di noi è chiamato da fare tanti sacrifici, riteniamo che la possibilità di farsi una camminata e/o una corsa rispettando le norme anti contagio, possa essere un’importante valvola di sfogo».

Stop alle attività giovanili

«Su questa tematica riteniamo che, soprattutto per quanto riguarda l’attività delle scuole calcio, si dovesse fare di più per cercare di far proseguire in sicurezza l’attività. D’altra parte però, come Paese non siamo riusciti a garantire nemmeno la prosecuzione dell’attività scolastica in presenza, quindi era impossibile immaginare un esito differente per lo sport giovanile. Certo è che bambini e adolescenti sono le categorie maggiormente danneggiate da questa situazione, private della socialità garantita da scuola e sport per 2 anni».

Il futuro del calcio dilettantistico

«Il futuro del calcio dilettantistico è quanto mai incerto. Ogni tanto si sente parlare di una possibile ripartenza e qualcuno si spinge anche ad azzardare improbabili date. Noi crediamo che, purtroppo, stante la situazione attuale, sia impossibile che a livello dilettantistico si riesca a portare a termine la stagione o disputarla interamente, nel caso dei campionati che non sono nemmeno partiti. Pur auspicando un miglioramento rispetto al momento attuale, riteniamo infatti che la situazione sarà tale da consentire la ripresa delle attività solo nella prossima primavera. A quel punto bisognerebbe capire se avrebbe senso riprendere a giocare o se, al contrario, possa essere più utile annullare tutto e ripartire da zero nella stagione 2021/2022. Al momento la soluzione migliore ci pare possa essere la seconda. Fermo restando che, al di là della situazione epidemiologica generale, a nostro giudizio per una vera ripartenza bisognerebbe anche procedere alla revisione dell’attuale protocollo anticovid LND, che giudichiamo insostenibile per tante squadre come la nostra».

Sostegno economico

«Sul versante degli aiuti noi abbiamo una posizione chiara: piuttosto che fare bandi per contributi alle società sportive sarebbe più giusto e di più facile applicazione se il Coni e le varie federazioni annullassero i costi di iscrizione per i prossimi due anni. Quello sì che sarebbe un segnale concreto di vicinanza a tante società che tra l’altro anche per la stagione in corso hanno sostenuto delle spese purtroppo inutili. Occorre dire anche che, però, sarebbe bello se dalle società dilettantistiche, soprattutto dalla Prima Categoria in giù, partisse un ridimensionamento delle spese. Anche in questa stagione, di fatto mai iniziata, sono circolate cifre assurde riguardanti rimborsi a giocatori e allenatori e tutto questo è avvenuto nel contesto che conosciamo e in una stagione che si sapeva sarebbe stata a rischio. Su questo occorre riflettere, noi pensiamo che calcio e sport siano divertimento e passione. Di soldi lasciamo che parlino i professionisti e basta».

Il Gagarin Teramo prima dello stop

«Come tutti anche noi ci eravamo illusi che le cose potessero prendere una piega positiva. Eravamo carichi per l’inizio del campionato ed avevamo già disputato due partite di Coppa Abruzzo. Purtroppo però con la ripresa dei contagi ci siamo resi conto della mancanza di condizioni per andare avanti, tanto che unitamente ad altre società facemmo pervenire alla Figc una missiva per chiedere il rinvio del campionato di seconda categoria, cosa che poi è effettivamente avvenuta. Le nostre perplessità erano dovute, in particolare, alla norma del protocollo che prevede la quarantena per l’intero gruppo squadra in caso di positività di un tesserato. Questo ragionamento è stato poi superato dall’ulteriore peggioramento del quadro epidemiologico che ha portato all’emanazione del DPCM con il quale è stato sancito lo stop del dilettantismo». 

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