“Non fate piccoli progetti perché non hanno la magia di scaldare il cuore degli uomini”. È questo il motto coniato dal presidente del Fossacesia Giuseppe Ursini (in foto), dopo la conferma, nel corso dell’assemblea straordinaria, per il quarto anno consecutivo al vertice della società biancorossa. Un motto che riassume il progetto del club, volto a guardare al futuro con sapienza, investimenti, programmazione e tanta attenzione verso i giovani.

Partiamo dall’inizio. Nel corso dell’assemblea svoltasi martedì sera, la società ha cambiato pelle legalmente, votando per il passaggio da ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) a SSD (Società Sportiva Dilettantistica) e modificando lo statuto interno. «Sono passi importanti per snellire la società e consentirle di investire, nonostante qualcuno pensi il contrario» queste le parole del numero uno biancorosso che ha anche commentato i suoi anni di presidenza: «Ho concluso il terzo anno di mandato: il primo come co-presidente e gli ultimi due da presidente, cioè il legale rappresentante. Nel primo anno mi sono trovato dentro una struttura già collaudata, nella quale non mi sono integrato alla perfezione. Quell’anno lì lo ricordo con poca gioia: puntavamo a fare i play-off e, invece, ci siamo salvati solo alla penultima giornata. Gli ultimi due anni sono stati di mantenimento, specie lo scorso. In questa stagione, invece, siamo partiti con qualche ambizione in più, però, abbiamo sbagliato approccio e commesso gravi errori. Ho come la sensazione di aver vissuto un periodo difficile con poco aiuto. Qualche nota positiva c’è: l’aver conservato tutte le categorie giovanili a livello regionale e l’aver vinto anche una categoria Juniores. Quest’anno però, pur avendo fatto bene, il settore giovanile deve cambiare passo e il sodalizio con il responsabile Antonio Zangolli e il suo staff si è interrotto».

Nel frattempo, la società ha annunciato anche il nome del prossimo allenatore: si tratta di Massimiliano Memmo, il quale ha deciso di sposare a pieno il progetto biancorosso. L’ex tecnico di Spal Lanciano e Cupello è reduce dall’esperienza nel settore giovanile della Renato Curi Angolana.

Per quanto concerne il discorso relativo all’attività giovanile, il Fossacesia ha avviato una partnership con le migliori realtà del settore giovanile dell’area frentana: «Siamo orgogliosi di poter aprire le porte a società lungimiranti e competenti e ad una collaborazione delle nostre scuole calcio nella Union Fossacesia Calcio. Le realtà si sono avvicinate con l’obiettivo di realizzare un’iniziativa comune per costruire un corposo settore giovanile di qualità: insieme possiamo diventare il punto di riferimento della zona frentana a livello di settore giovanile. Siamo ambiziosi e vogliamo diventare una tra le migliori realtà nel settore giovanile abruzzese anche se non sarà facile data la presenza di club molto forti».

Un’attività giovanile biancorossa premiata, recentemente, dal Comitato Regionale Abruzzo per la valorizzazione dei “piccoli campioni” e dal podio nella Coppa Disciplina raggiunto con tre diverse categorie (Allievi Regionali U17, Giovanissimi Regionali U15, Giovanissimi Sperimentali U14); settore giovanile che, pochi giorni è passato nelle mani di Guido Scaglione, il quale ha lavorato in precedenza con la Renato Curi Angolana.

Un settore giovanile che si appresta ad iniziare un nuovo percorso, ma con una base solida composta dai molti talenti lanciati negli anni. L’ultimo, in ordine di tempo, è Emanuele Susi, classe 2003, che ha stregato il Teramo, il quale ha deciso di dargli una chance nel mondo dei professionisti: «Emanuele ha esordito lo scorso anno sotto età, in prima squadra, guadagnandosi subito il posto da titolare. Le sue prestazioni hanno attirato l’attenzione di Cetteo Di Mascio che lo ha voluto già da gennaio. Prima di Susi, abbiamo lanciato il portiere Giuseppe Amoroso (2001): dopo sole 12 partite nel campionato di Promozione, il DS del Matelica, Francesco Micciola, l’ha voluto testare, da vicino, ad ogni costo. Ne è rimasto felicemente colpito e ha deciso di portarselo con sé nel club marchigiano. Amoroso, nella sua avventura, ha avuto la sfortuna di trovarsi davanti, nelle gerarchie, il portiere Kajus Urbietis, autore di una grande stagione. Adesso, però, è seguito da quattro/cinque società di Serie D. I ragazzi talentuosi ci sono. Le squadre devono solo avere maggior coraggio e schierarli in prima squadra, senza tarpargli le ali. Il mio obiettivo è quello di lanciare almeno un giovane giocatore all’anno in categorie superiori».

Ma i progetti del Fossacesia non finiscono qui. Qualche settimana fa, il club del presidente Ursini insieme a Athletic Lanciano, Fossacesia ’90, Virtus Lanciano e Virtus Rocca San Giovanni hanno deciso di sfruttare le diverse sinergie e costituire la Rete Calcistica Frentana, un’iniziativa volta a regalare vantaggi, diminuendo gli sforzi pur mantenendo ognuna la propria autonomia: «È un’idea che mi è arrivata dal mondo del lavoro e che ho deciso di applicare al mondo calcistico. L’idea di fondo è la creazione di una rete di imprese calcistiche. Ho parlato con le altre società: faremo acquisti insieme (attrezzature, abbigliamento sportivo), scambio di impianti, eventi. Le forze sono tante e consentiranno di affrontare congiuntamente tante spese. Un altro punto di forza sarà legato anche al tesseramento dei giovani atleti, con lo scambio dei ragazzi tra le società. Di queste realtà, gli unici ad avere il settore giovanile siamo noi e la Virtus Lanciano, e magari un giorno potrebbe diventare un’unica realtà. La settimana prossima avremo un incontro, nel quale nomineremo un Coordinatore del progetto. È un’iniziativa, questa, che ha suscitato gli interessi anche di altre società».

Andrea Spaziani