Dopo Lele Adani (qui le due parole), anche un altro ex giocatore di Serie A, Filippo Galli si è espresso sul mondo dilettantistico. L’ex difensore del Milan (con il quale ha vinto 5 scudetti, 4 supercoppe italiane, 3 champions league, 3 supercoppe europee e 2 coppe intercontinentali), si è concesso in una lunga intervista ai colleghi de “La Giovane Italia”.

Filippo Galli (Foto: Pagina Facebook “Filippo Galli”)

L’ex direttore del settore giovanile del Milan e attuale componente della Sezione per lo ‘”Sviluppo del calcio giovanile e scolastico” del Settore Tecnico della FIGC, in due passaggi che riportiamo di seguito, ha parlato della nuova tendenza del calcio italiano a lanciare giovani calciatori, provenienti dai vivai nostrani: «C’è ancora molto da fare a livello di vivaio, sia professionistico che dilettantistico perché è quest’ultimo, ci tengo a sottolinearlo, che costituisce il serbatoio dell’Italia calcistica. Gli allenatori lanciano i giovani quando li vedono preparati, per far sì che lo siano bisogna lavorare in un certo modo nella fase primaria della loro crescita sportiva. Si dice che si pensi troppo alla vittoria e meno alla formazione, è vero; dobbiamo trovare il giusto compromesso, anche alzare un trofeo giovanile ha la sua importanza, ma rimarrebbe fine a se stesso qualora non venisse accompagnato dalla formazione dei calciatori. Credo che il Milan tra il 2011 ed il 2012 abbia iniziato un percorso di questo genere, alcuni erano contrariati all’epoca. Noi abbiamo creduto in ideali considerati eretici in quel periodo come la costruzione da dietro, facendo partecipare attivamente portieri e difensori, oppure chiedevamo ai nostri terzini di giocare avanzati pur concedendo la parità numerica in fase difensiva. Oggi si sta prendendo coscienza che forse quella scelta non era poi così sbagliata. Lo vediamo anche nelle prime squadre, finalmente si gioca un calcio propositivo, volto ad attaccare. Fino a qualche tempo fa in Italia era inusuale, abbiamo sempre optato per una tipologia di gioco basata sulla solidità difensiva e la ripartenza».

Filippo Galli è intervenuto anche sul futuro del calcio dilettantistico, sottolineando l’importanza della formazione e della crescita di tutte le figure coinvolte: «Personalmente ritengo che la scelta migliore sia quella di ragionare e di conseguenza lavorare come sistema. Bisogna investire nella formazione di allenatori ed in tutte quelle figure che partecipano alla crescita dei giovani dando loro la giusta dignità, perché non sempre ciò avviene. Chi lavora nei settori giovanili dilettantistici, ma anche in quelli professionistici, spesso non viene valorizzato come dovrebbe. Ripeto, bisogna lavorare di sistema, provare a trovare le risorse, anche finanziarie, all’interno del sistema, condividere le conoscenze, coordinarsi. Questi sono aspetti fondamentali».

[Foto di copertina di Edoardo Busti da Unsplash]

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