«Mi candido alla presidenza della FIGC per rispetto di coloro che hanno deciso di riporre in me la loro fiducia. Mi riferisco ai Delegati Assembleari della Lega Nazionale Dilettanti che sono l’espressione dei dirigenti di società delle varie regioni d’Italia, un movimento che conta quasi 12 mila società e oltre 1 milione di tesserati». Questo il commento a caldo del presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia, dopo la decisione di candidarsi alla Presidenza della Figc. Sarà lui a sfidare il presidente uscente, Gabriele Gravina, nel corso dell’Assemblea elettiva in programma il prossimo 22 febbraio.

Se come sembra, Gravina ha l’appoggio di molti club di Serie A, B e Lega Pro, lo stesso dicasi per Sibilia. L’attuale numero uno dei dilettanti, infatti, godrebbe del sostegno della sua lega di riferimento, la Lega Nazionale Dilettanti: «Qualcuno ha ironizzato sui tempi di presentazione della mia candidatura. Vorrei ricordare che la Lega Dilettanti è stata costretta a svolgere 23 assemblee in poco più di tre giorni. Ho dovuto per forza aspettare che si concludessero per avere le necessarie indicazioni. Io sono uno che rispetta le regole e sono abituato a consultare chi rappresento». 

Il programma di Sibilia

Il documento presentato da Cosimo Sibilia che illustra i suoi piani e obiettivi per il futuro, si basa su alcuni aspetti importanti quali governance, attività sportiva, riforma dei campionati, giustizia sportiva, attività dilettantistica e giovanile, calcio femminile e altre discipline, formazione e attività sociali e culturali.

«Non ho voluto presentare un libro dei sogni, dove inserire tutto ed il suo contrario nel tentativo di acquisire consensi. Del resto, dovrà essere compito del nuovo Consiglio Federale, nella sua indispensabile collegialità, a procedere alla realizzazione delle riforme e dei singoli interventi grazie all’apporto di tutte le componenti federali. Ho voluto promettere poco cercando di indicare la strada per una concreta realizzazione degli obiettivi». 

Andrea Spaziani

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