E se fosse il no a prevalere? Una domanda lecita, che nella questione ripartenza dell’Eccellenza trova il placet delle società dell’Emilia Romagna. Accade, infatti, che nella regione tra le più ricche per club partecipanti al massimo campionato territoriale vi siano ben 33 non adesioni ad una eventuale ripresa. Un caso unico, o quasi, che delinea un quadro preoccupante.

La LND con sede a Bologna ha sentito i club nella classica riunione che tutti i CR tengono da ormai mesi. 8 emiliane e due romagnole hanno acconsentito ad una ripresa delle attività, per le altre c’è da attendere. Il Comitato aveva proposto, in caso di ok della FIGC, un format da modulare a seconda delle partecipanti. Fino a 10 società, si disputa un solo girone senza retrocessioni. Da 13 a 18, un girone e 1 retrocessione. Con un numero tra 19 e 24 partecipanti, due gironi con due retrocessioni da decretare. Fino a 30 club, due gironi e quattro retrocessioni, fino a 36 tre raggruppamenti e 6 retrocessioni, con l’ultima e più ricca fascia che prevedrebbe 4 gironi e 8 retrocessioni in Promozione. 

Dopo la Sardegna, che seppur in zona bianca non acconsente alla pratica delle attività consuetudinarie delle società dilettantistiche, e l’Emilia Romagna, ci si fa forse una idea dell’attenzione che i club rivolgono alla salute e alla sicurezza di tutti i tesserati.

Nicolas Maranca

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