Ripartire o no? Quesito che avrà risposta, almeno per l’Eccellenza, tra qualche giorno, il 5 marzo, con il Consiglio Federale della Federcalcio. Ad esprimersi sul momento è anche Il Delfino Flacco Porto. Il club del Patron Paluzzi lo fa con una nota ufficiale in cui fa il punto sul lavoro degli ultimi mesi e sulle prossime settimane.

La nota del club adriatico

«Il Delfino Flacco Porto continuerà anche la prossima settimana (terza consecutiva in zona rossa per Pescara città) gli allenamenti online alternati a lavori da svolgere individualmente all’aperto vista la chiusura dell’impianto sportivo come da decreto nazionale. Nelle ultime due settimane l’attivita è stata condotta coinvolgendo negli allenamenti online tutti i calciatori dalla prima squadra fino agli allievi 2005. Anche i giovanissimi 2006 e 2007 hanno portato avanti parallelamente l’attivita su questa falsariga. In merito alla ripartenza degli allenamenti collettivi e del campionato, si attende l’esito del consiglio federale del 5 marzo. La posizione de Il Delfino Flacco Porto è stata molto chiara fin dal 27 ottobre, giorno di sospensione del campionato. Pur esprimendo perplessità sulla sospensione in relazione al fatto che poi i ragazzi hanno da decreto delle libertà sulle quali è difficile vigilare e che possono portare a rischi ben maggiori di quando si è al campo sotto controllo, tutto l’ambiente ha sempre ribadito di avere fiducia nelle decisioni prese dalle istituzioni governative e sportive in quanto deputate a decidere per antonomasia. La società in questi mesi ha cercato di alleviare il dolore di questi ragazzi nel non poter fare quel che è una loro grande passione (e anche la nostra), come da decreti e colorazione della regione alternando settimane di allenamento individuale nel centro sportivo a settimane, come le ultime due, in cui ci si è impegnati a stare insieme in video. Quel che ci si aspetta dal consiglio federale del 5 marzo è una decisione che tuteli la salute e il benessere psico-fisico di questi ragazzi con senso di responsabilità e senza ipocrisia. Continuiamo a rimetterci alle autorità circa la decisione se sia giusto riprendere o meno allenamenti collettivi e campionato. L’ importante è che non venga elevato a problema reale l’aspetto economico del rispetto del protocollo. La decisione va presa (o rimandata) tenendo conto dell’aspetto sanitario. Se è possibile riprendere sotto l’aspetto sanitario, sarebbe imbarazzante e difficile digerire che soli 2/3 mesi di attività non possano essere regolate economicamente tra le parti (governo ma anche solo federazione società e addetti ai lavori) tramite contributo possibile (federazione) e concertazione tra società e addetti ai lavori nel venirsi incontro per una ripresa che, se sanitariamente possibile, dovrebbe essere da tutti auspicata con fatti e gesti concreti che mantengano lo sport di queste categorie nel giusto compromesso tra professionalità e socialità».

Nicolas Maranca

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