Lo sport dilettantistico non si arresta del tutto. Emerge ciò dal testo del DPCM 18 ottobre diffuso dal Governo (leggi qui), con la palla che ora passa, inevitabilmente, agli organi regionali. Stop certo per le attività di base e per le manifestazioni provinciali. In breve, per quanto riguarda il calcio, si continua dalla Serie D alla Seconda Categoria, salvo provvedimenti già messi in atto dalle singole federazioni. Per il calcio a 5, stop alle gare amatoriali ed a tutte le categorie provinciali dalla Serie D in giù. A livello giovanile, si possono tenere sedute di allenamento individuale, mentre sono vietate le attività che abbiano riscontro dal punto di vista provinciale.

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La conferma è arrivata da una nota del Ministro Vincenzo Spadafora, che chiarisce: «Proseguono partite e gare sportive dilettantistiche a livello regionale e nazionale, mentre per il livello provinciale, società e associazioni sportive ed enti di promozione proseguiranno gli allenamenti degli sport di squadra ma solo in forma individuale, come le squadre di serie A all’inizio della fase due. Per fare un esempio: la squadra di una scuola calcio di giovanissimi o pulcini potrà continuare ad allenarsi, ma senza giocare partite». 

Nessuna novità per la capienza degli impianti. Mantenuto il limite dei 1.000 spettatori all’aperto e dei 200 al chiuso, salvo diverse disposizioni regionali che potrebbero ridurre ulteriormente la capienza.  Non muta il limite massimo della capienza, posto al 15% per ogni struttura.

Quale sarà il prossimo passo? In Abruzzo, con la già adottata misura del rinvio della partenza della Seconda Categoria, si continua a giocare fino alla Prima, anche se sarà il Comitato Regionale a comunicare eventuali variazioni. Per scoprire nel dettaglio cosa si potrà fare e cosa no nelle Scuole Calcio, bisogna attendere le disposizioni definitive.

Nicolas Maranca

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