Continua a tenere banco il futuro del calcio dilettantistico abruzzese. Tutto lascia presagire che molto probabilmente la stagione sportiva sia finita qui.

Dopo le dichiarazioni rilasciate dal ministro dello sport Vincenzo Spadafora “Il calcio dilettantistico ha già fatto sapere di volersi fermare” e quelle del presidente della LND Cosimo Sibilia che ha sottolineato quanto il rischio che il movimento non riparta perché “Il pericolo è concreto e mette a rischio tanti adolescenti, ci appelliamo alle autorità governative e ai vari ministeri affinché possano esserci vicini: siamo convinti che il calcio debba ripartire, ma solo con la sicurezza dal punto di vista sanitario”.

 

Oggi, sulle colonne de Il Centro, è intervenuto anche il numero uno della Lnd Abruzzo, Daniele Ortolano che, per prima cosa, ha chiarito che “La decisione di chiudere le attività e le modalità con cui terminiamo la stagione sono di esclusiva competenza del consiglio federale”.

“Siamo nella fase 1 – continua Ortolano – poi entreremo nella fase 2, la più delicata, soprattutto se il consiglio federale e poi la Lnd dovessero decidere per il blocco di tutta l’attività dilettantistica e giovanile; e per stabilire le modalità con cui terminare la stagione 2019/2020 e cercare di evitare ricorsi che bloccherebbero la prossima stagione”.

 

Una decisione sulla chiusura o meno della stagione sportiva che verrà presa dopo la riunione del Consiglio Federale, in programma venerdì 8 maggio. 

 

In questi mesi il presidente Sibilia insieme alla Lnd si sono impegnati a redigere un documento strategico da presentare alla Figc e al ministro dello sport per chiedere sia alla giunta del Coni che all’assessorato dello sport della Regione Abruzzo “Un forte impegno di contributo economico per la ripresa dell’attività dilettantistica e giovanile con interventi diretti”

 

Ortolano conclude aprendo all’ipotesi di una ricostruzione dal punto di vista normativo: “Dovremo costruire per le società una serie di provvedimenti sia di natura economica che normativa.”

 

 

Fonte: Il Centro