Ci risiamo, il calcio dilettantistico di fronte ai mille interrogativi dettati da un nuovo stop, ma non ancora risolti. Dubbi che, in altre regioni, hanno spinto, dato il continuo aumento dei contagi, i singoli Comitati ad allungare il periodo di pausa fino ad inizio 2021 (il tanto conclamato caso della Lombardia, che si lega anche ad altri fattori). Bisogna, però, scendere nel dettaglio per capire i possibili scenari di una immediata ripartenza e quelli di un riavvio ulteriormente posticipato.

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Una data astratta

Serve partire dal presupposto che non si può pensare di dare nuovamente avvio alle attività senza una decisa inversione di rotta nella diffusione del Covid-19. Quindi avanti con gli allenamenti individuali, ma la maggior parte delle società ha già dato appuntamento ai propri tesserati almeno allo scadere del DPCM. Difficile pensare, poi, che quel giorno vedrà di nuovo tutti insieme come prima fin da subito. Possibile ipotizzare la ripresa degli allenamenti del gruppo squadra, con un ritardo per le singole competizioni. In tal caso, per rivedere una gara ufficiale, si potrebbe anche attendere il 2021. Un mese di fermo, infatti, inevitabilmente incide sulla condizione degli atleti, che necessiteranno di tempistiche più lunghe per rimettersi in carreggiata. Altra ipotesi è il rinvio di ogni tipo di attività al nuovo anno, quindi con anche gli allenamenti posticipati per tutti.

Nuovi format?

Se si dovesse prolungare lo stop dei campionati, non sarebbe utopistico ipotizzare nuovi format per concludere gli stessi. In gironi quali Eccellenza (Calcio a 11) e Serie C1 (Calcio a 5), il numero di squadre è aumentato rispetto al passato anziché diminuire come negli altri campionati. Perciò, non va esclusa una ridefinizione in itinere delle modalità di svolgimento. Sarebbe la prima volta nella storia, ma di novità inattese ed imprevedibili ne abbiamo viste molte fin qui, mai dire mai. Il Veneto sta già ragionando in tal senso, l’Abruzzo?

Il modello fornito dalla Lombardia

Il Comitato Regionale Lombardo ha fatto slittare i campionati al nuovo anno. Difficile far ripartire il movimento praticamente a ridosso dello stop natalizio, perciò a gennaio si procederà con i recuperi di tutte le gare non disputate, mentre a febbraio avrà luogo il normale proseguimento delle manifestazioni. Inevitabilmente, seguendo questa linea, le altre regioni dovrebbero pensare bene a dar luogo a turni infrasettimanali dalla riapertura alla fine, per rispettare le scadenze (almeno quelle nazionali del campionato di Eccellenza).

Gli altri sport

Il calcio sa quali categorie sono state bloccate, mentre nelle altre discipline il discorso è diverso ed ognuno ha potuto interpretare il Dpcm a suo modo. Nel volley, confermato solo lo stop di Under 12 e Categoria S3, mentre tutte le altre categorie possono scendere in campo poiché di interesse nazionale. Il rugby italiano ripartirà il 24 gennaio con gli allenamenti a livello regionale, con la sospensione fino ad allora anche dei campionati maggiori. In standby il basket, che ha chiesto chiarimenti al Governo per regolamentare la propria disciplina e non ha ancora ricevuto risposta.

Nicolas Maranca

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